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Quanto CBD serve per dormire meglio?

Stai pensando di usare l'olio di CBD per dormire? Hai domande su sicurezza, efficacia e soprattutto legalità del CBD?

Dormire bene ed avere un sonno regolare e tranquillo è un aspetto molto importante sotto diversi punti di vista.

Per l'essere umano, il sonno è naturalmente concentrato nelle ore notturne, dal tramonto all'alba.
Ciò non significa che sia scorretto riposare anche ad altri orari, ma ciò deve avvenire come integrazione delle ore di sonno primarie. Chi lavora facendo turni, o viaggia spesso continuando a cambiare fuso orario, deve farlo avendo cura di rispettare i giusti recuperi per garantire le ore  sonno necessarie per far riposare l’organismo.

Molte persone hanno cominciato a sentire parlare del CBD e dei suoi effetti rilassanti, capaci di aiutarci ad affrontare disordini e problemi legati al sonno. Se le domande che sorgono spontanee sono "quanto CBD serve per dormire meglio?" e "come assumere il CBD?", è molto importante capire perchè e come il CBD possa influire sul nostro sonno.

Il CBD e i suoi utilizzi

Il CBD ha una lunga storia di utilizzo che risale al 1200 d.C., dove un antico testo medico cinese si riferisce ai suoi benefici per indurre il sonno. Molte altre culture usano da anni canapa e prodotti a base di cannabis per trattare condizioni come l'epilessia, il dolore, l'ansia, la stitichezza e altro ancora. 

Diamo un'occhiata ad alcune delle altre condizioni per cui le persone usano questo olio:

CBD e Dolore

Il dolore cronico può essere debilitante, influenzando la qualità della vita, la capacità di lavorare, le interazioni sociali e il sonno. Molti farmaci antidolorifici da banco e da prescrizione hanno una lunga lista di potenziali effetti collaterali e corrono il rischio di sviluppare tolleranza e dipendenza.

Alcuni tipi di dolore, inclusi il dolore associato al cancro, il dolore neuropatico e dolori derivanti da rigidità muscolare, spesso associati alla sclerosi multipla, sono spesso difficili da trattare con oppiacei tradizionali, farmaci anticonvulsivanti e antidepressivi.

La cannabis medica è disponibile in alcuni stati con prescrizione medica ed è comunemente usata per il trattamento del dolore cronico e molte altre condizioni.

Recenti ricerche hanno sottolineato come l'uso della cannabis sia utile per il trattamento del dolore derivato da una varietà di condizioni, e uno studio su 177 pazienti affetti da cancro ha scoperto che i pazienti che hanno utilizzato una combinazione di CBD e THC hanno avuto una riduzione del dolore maggiore del 30% rispetto al placebo, mentre coloro che si sono limitati ad usare solo THC non hanno riportato tali effetti.

CBD e Ansia

Al giorno d'oggi la diffusione dell'ansia, sopratutto nel mondo occidentale, è aumentata rapidamente e molte persone che soffrono di varie forme di ansia si sono rivolte alla cannabis per trovare sollievo.
Sfortunatamente, l'ansia può essere un fattore di rischio per capacità di creare dipendenza e l'uso di cannabis con alto tasso di THC e quindi psicoattivo potrebbe anche aumentare le probabilità che gli stati d'ansia non vengano mitigati nè sopiti.

Al contrario, il cannabidiolo ha dimostrato proprietà promettenti nel contrasto e nel trattamento dell'ansia.

Prove precliniche hanno scoperto che il cannabidiolo può essere un modo sicuro ed efficace per gestire i disturbi d'ansia come il disturbo d'ansia generalizzato, ansia sociale, lo stress post-traumatico, il panico, il disturbo ossessivo-compulsivo e altro ancora.

Uno studio condotto in una clinica psichiatrica sull'uso del CBD per l'ansia e il sonno ha rilevato una riduzione dei punteggi di ansia nel 79,2% dei pazienti e un miglioramento dei punteggi del sonno nel 66,7% dei pazienti entro il primo mese di trattamento.


CBD e  Malattie Neurodegenerative

La malattia mentale colpisce persone di ogni età, razza, sesso e classe socioeconomica.
Il trattamento può comportare l'uso di farmaci o opzioni non farmacologiche. Alcuni di questi trattamenti possono produrre effetti collaterali indesiderati, influire sul sonno, causare aumento di peso o interagire con altri farmaci e gli scienziati sono sempre alla ricerca di alternative terapeutiche più sicure.

Una revisione sistematica che ha esaminato un totale di 1.629 pazienti con condizioni tra cui disturbo di Alzheimer piuttosto che demenza, schizofrenia, anoressia nervosa, ADHD, sindrome di Tourette ha scoperto che il trattamento con cannabis era associato a miglioramenti in diversi sintomi dei vari disturbi mentali, ma senza portare mai ad una completa remissione.

Alcuni studi sugli animali hanno scoperto che il CBD può interagire con i recettori della serotonina, riuscendo ad ottenere effetti simili a quelli dei farmaci antidepressivi.

Sono necessarie ulteriori ricerche sugli esseri umani, ma le prove preliminari sono promettenti.
I disturbi del sonno sono molto più comuni negli individui che soffrono di problematiche di salute mentale rispetto ad altri, quindi è possibile che un trattamento a base di cbd che aiuti a mitigare i sintomi di una condizione legata a neurodegenerazione, possa portare indirettamente dei benefici alla qualità del sonno dell'utente.


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CBD, sonno e stimolo della sonnolenza

Dormire bene è un aspetto necessario per mantenere alta la qualità della vita. Si tratta di una vera e propria attività "essenziale", poiché l'organismo, con particolare riferimento al sistema nervoso deputato alla regolazione centrale (cervello), non può sopravvivere senza. Esattamente come respirare e nutrirsi (bere e mangiare), dormire è un bisogno primario imprescindibile.

Nel sonno avvengono importanti cicli fisiologici di ogni tipo, come la riorganizzazione dei ricordi e della memoria, la "ricarica nervosa", il rilascio di ormoni come il GH, un certo riposo dell'apparato locomotore (che però non è costante in tutte le fasi del sonno) ecc.

In pratica, dormire bene ed a sufficienza contribuisce a mantenere elevate le prestazioni del cervello, a garantire lucidità ed equilibrio psico-emotivo


Negli ultimi 25 anni, gli scienziati hanno scoperto l'esistenza di un sistema di comunicazione biochimica nel corpo noto come sistema endocannabinoide.

Questa complessa rete di recettori cannabinoidi si trova in tutto il corpo e nel sistema nervoso centrale, dove il sonno è principalmente regolato.

Abbiamo anche imparato che il corpo può produrre cannabinoidi endogeni che agiscono come messaggeri chimici, ma l'uso di prodotti a base di cannabis ha lo stesso effetto.

La ricerca ha scoperto che le persone possono soffrire di una carenza di endocannabinoidi che si traduce in molti sintomi diversi, inclusa difficoltà con il sonno.

Gli scienziati stanno ancora studiando esattamente come i cannabinoidi migliorano il sonno, ma i risultati iniziali suggeriscono che ha a che fare con il modo in cui gli endocannabinoidi interagiscono con proteine, recettori e sostanze chimiche nel cervello.

Si ritiene che questa segnalazione influenzi l'attività di vari ormoni, neurotrasmettitori e altre cellule che influenzano cose come il ciclo sonno-veglia, la regolazione emotiva e il dolore.

Un altro possibile contributore è un terpene chiamato mircene, che si trova nelle varietà ad alto contenuto di CBD.

I terpeni sono composti aromatici presenti nelle piante e nei frutti e sono la base dell'aromaterapia. È stato scoperto che il mircene ha effetti sedativi e si trova anche in livelli elevati in altre erbe che inducono il sonno come il luppolo.

Alcuni professionisti medici ritengono che il CBD migliori il riposo riducendo l'ansia e il dolore, consentendo alle persone di rilassarsi in modo che i loro meccanismi naturali del sonno possano funzionare correttamente.


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Il CBD migliora la qualità del sonno?

La buona notizia è che il cannabidiolo può migliorare la qualità del riposo diminuendo il tempo necessario per addormentarsi, aumentando la durata del sonno più profondo e riposante, riducendo al minimo alcuni fattori che possono interromperlo.

Il CBD può aiutare spostando il corpo dal riposo REM a un sonno NREM più profondo.

Sfortunatamente, è stato dimostrato che nonostante il THC aiuti alcune persone ad addormentarsi più velocemente, alla fine riduce la qualità del sonno a lungo termine. 

Gli studi hanno scoperto che il cannabidiolo può essere utile per alcuni disturbi del sonno che hanno un impatto sui cicli REM. I pazienti con malattia di Parkinson hanno mostrato un miglioramento dei sintomi legati al disturbo del comportamento del sonno REM dopo essere stati trattati con CBD.

Il CBD può aiutarti a dormire meglio?

Al momento sono in corso molte ricerche sull'insonnia e il CBD, ma la ricerca che è stata fatta finora è positiva.

Una ricerca pubblicata nel National Institutes of Health ha rilevato che la somministrazione di 160 mg di CBD a soggetti riportava di dormire molto di più rispetto a quelli che assumevano un placebo.

Un altro studio sul Journal of Pharmacology ha scoperto che il CBD ha aumentato il tempo di sonno nei ratti. 

Molti ricercatori ritengono che esista una connessione tra i benefici del CBD per l'ansia e quelli che ne derivano per il  sonno.

Non sorprende che il CBD possa aiutarti ad addormentarsi più velocemente, godere di un sonno più profondo e riposante, poiché  sono molte le condizioni di salute che dovrebbero beneficiare dei suoi effetti.

Ma la cosa più sorprendente del CBD è il suo duplice effetto a seconda dell'individuo e dell'ora del giorno in cui viene somministrato.

Questo perché regola i cicli di sonno e veglia del corpo, contribuendo a promuovere la veglia durante il giorno e il rilassamento durante la notte.

L'insonnia, la sonnolenza diurna o la sonnolenza possono influire sia sulla produttività diurna che sulla capacità di addormentarsi di notte: l'assunzione di CBD durante il giorno aiuta a promuovere la vigilanza, portando a un sonno più riposante durante la notte.

 

Quanto CBD devo prendere per dormire?

La ricerca sul dosaggio più efficace per il sonno è variata, ma la maggior parte degli studi ha concordato che dosi più elevate sembrano funzionare meglio.

Sfortunatamente, non ci sono ancora linee guida accettate sul dosaggio ottimale per il sonno e le concentrazioni possono variare ampiamente tra i prodotti.

 Il metabolismo del CBD, essendo implicato in molti processi fisiologici come modulatore di altri sistemi, non solo quello endocannabinoide, è molto soggettivo.

Verificare con calma e gradualità gli effetti su noi stessi è la prima cosa da fare.

Se decidiamo di usare Olio di CBD, il consiglio è partire da poche gocce ed inseguito cercare la dose necessaria per le proprie esigenze individuali, aumentando o diminuendo il dosaggio.

È molto importante la costanza e la continuità nell’assunzione del cannabidiolo e - idealmente - è consigliato annotare su un piccolo quaderno la propria performance quotidiana, in modo tale da registrare ogni cambiamento/miglioramento.

Ovviamente se viene usato per patologie specifiche è importante e consigliato consultare un medico, per concordare eventualmente una terapia in cui il CBD sia di supporto.

 

Bibliografia

  1. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4851925/
  2. https://www.journalofsurgicalresearch.com/article/S0022-4804(18)30626-7/fulltext
  3. https://www.jpsmjournal.com/article/S0885-3924(09)00787-8/fulltext
  4. https://www.ean.org/amsterdam2017/fileadmin/user_upload/E-EAN_2017_-_Cannabinoids_in_migraine_-_FINAL.pdf
  5. https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fphar.2018.01259/full

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