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CBN: che cos'è il cannabinolo

Un principio attivo quasi sconosciuto. Il cannabinolo (CBN) suggerisce nuovi orizzonti di ricerca



Il cannabinolo (CBN) è un cannabinoide molto meno noto rispetto ai famosi CBD (cannabidiolo) e THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) ma che sta suscitando un crescente interesse per via delle sue possibili applicazioni nell’ambito della salute umana. 

 

CBN e cannabis: dove si trova il cannabinolo

Se THC e CBD si presentano già sotto forma di acidi nelle prime fasi di crescita e maturazione della pianta di cannabis, il cannabinolo (CBN) si sviluppa, invece, in un momento successivo, quando il THC entra in contatto con l’ossigeno e con il calore. La conseguente ossidazione converte il THC in CBN.

È per questo motivo che la presenza di grandi quantità di CBN è associata, in genere, con le infiorescenze di cannabis molto stagionate. Il CBN, però, non provoca alterazioni e non ha effetti stupefacenti.

Il CBN non ha effetti psicoattivi e non rientra nella lista delle sostanze “droganti”.

 

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Che ruolo ha il CBN nel nostro organismo

Il cannabinolo (CBN) si lega ai recettori CB2 (e in parte ai recettori CB1) del nostro sistema endocannabinoide. Secondo i - pochi - studi scientifici che ne stanno indagando le proprietà, il CBN ha una forte azione sedativa ma senza che questa comporti gli effetti stupefacenti del THC. Questa spiccata caratteristica sta interessando sempre più il mondo della ricerca medica. 

I primissimi studi stanno portando le prime, interessanti, conclusioni che potrebbero aprire un nuovo fronte di ricerca per approfondire anche il ruolo di questo particolare cannabinoide.

Uno studio pubblicato ad agosto 2019 dai ricercatori della University of British Columbia, in Canada, ha suggerito che l’applicazione periferica del CBN potrebbe fornire un forte sollievo ai disturbi muscolari cronici come, ad esempio, i disturbi temporomandibolari (associati alla zona che comprende la mandibola e la base della scatola cranica), senza comportare effetti collaterali. Altri studi hanno suggerito la possibile efficacia del CBN per migliorare il sonno o per dare sollievo nel caso di psoriasi e infiammazioni o bruciature della pelle. Sono emerse anche le prime evidenze del contributo che potrebbe dare il cannabinolo (CBN) allo sviluppo del tessuto osseo, particolarmente importante a seguito di particolari traumi. A destare questo iniziale interesse nei confronti del Cannabinolo sono stati, senza dubbio, i risultati ottenuti in ambito dermatologico. 

 

Cannabis per la cura della pelle. Il futuro del CBN?

La cannabis, e in particolare il cannabidiolo, vengono oggi comunemente impiegati per la preparazione di prodotti per la cura della pelle e della cute, con particolare riferimento a patologie come la psoriasi.

È in questo ambito che il cannabinolo (CBN) potrebbe trovare applicazione. La ricerca scientifica sta dimostrando ogni giorno di più i benefici che l’uso topico di prodotti contenenti cannabidiolo (CBD), delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e altri cannabinoidi possono avere sui pazienti affetti da psoriasi.

I cannabinoidi, infatti, agiscono sullo stato di infiammazione della pelle tipico della malattia. Il CBN, infatti, pare avere la capacità di regolare la produzione di cellule cutanee e si è rivelato efficace nel trattare i sintomi provocati dallo Staphylococcus aureus, un batterio ormai resistente alla meticillina che provoca le infezioni che spesso precedono il manifestarsi della psoriasi.

Una revisione degli studi pubblicata nel 2016 ha evidenziato come i principi attivi della cannabis possano essere utilizzati con successo nel trattamento di varie forme di psoriasi. Una delle manifestazioni più comuni della psoriasi è la riproduzione troppo rapida delle cellule cutanee. Nel 2007 i ricercatori della Medical School della Nottingham University, hanno osservato come alcuni principi attivi della pianta di cannabis – THC, CBD e CBN – fossero in grado di rallentare la crescita anormale dei cheratinociti, le cellule dell’epidermide più comuni. 

Inoltre, è stata studiata l’eventuale permanenza del cannabinolo (CBN) sul derma e sulla cute nel corso di una ricerca mirata a fornire i parametri per eventuali falsi positivi nei test atti a rilevare la presenza di sostanze considerate illegali. Si è visto come non si riscontrino tracce di cannabinoidi dopo avere lavato i capelli con uno shampoo a base di CBD, THC e CBN. 

Si tratta di una manciata di risultati del tutto preliminari ma che hanno comunque destato interesse e suggerito una direzione di ricerca per riuscire a fare luce su un principio attivo della pianta di cannabis fino ad ora troppo trascurato. 

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