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CBD ed epilessia: tutto quello che devi sapere

Epilessia farmaco resistente e non solo. Il cannabidiolo apre nuovi scenari per il trattamento dei sintomi epilettici.

Il cannabidiolo (CBD) viene impiegato nel trattamento di alcune forme di epilessia farmaco resistente. I benefici del CBD sono tali da far auspicare il suo impiego anche per altre forme di epilessia.

Al momento è solo uno il farmaco a base di CBD usato in Europa ma è possibile, per i medici, prescrivere preparazioni magistrali a base di CBD. Mentre la ricerca sull’epilessia prosegue, l’impiego del cannabidiolo offre nuove prospettive di cura

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Cannabidiolo ed epilessia

Il cannabidiolo è una molecola presente nella pianta di cannabis che agisce sul corpo umano mimando gli effetti di sostanze normalmente prodotte nell’organismo (endocannabinoidi) per regolare numerose funzioni. 

Il cannabidiolo (CBD) non ha effetti psicoattivi ma viene altresì impiegato nel trattamento dei sintomi di varie malattie, come il dolore cronico, la spasticità muscolare, i disturbi del sonno, la nausea dovuta alla chemioterapia e varie forme di epilessia farmaco resistente. 

In Italia oltre 500.000 persone sono affette da epilessia con circa 30.000 nuovi casi all’anno. Il 60-70% dei casi si manifesta entro i 20 anni di età.

L’Epilessia può essere causata da un “danno” cerebrale che intercorre prima o subito dopo la nascita, ad esempio per un difetto di ossigenazione del cervello nei primi attimi di vita, o per un parto difficile, da malformazioni del cervello, un errore di sviluppo, da malattie infettive del sistema nervoso (encefaliti), da traumi cranici gravi (per es. per incidenti stradali), da tumori cerebrali, da ictus (soprattutto negli anziani) o da malformazioni dei vasi cerebrali. 

 

Perché il CBD per l’epilessia?

La storia dell’impiego del cannabidiolo per il trattamento di alcuni sintomi di epilessie farmaco resistenti è relativamente recente. L’interesse era stato sollevato dai casi come quello di una bambina affetta da Sindrome di Dravet, una rara forma di encefalopatia epilettica, alla quale è stato somministrato CBD con effetti più che positivi.

Grazie ai benefici osservati, la ricerca è proseguita fino all’uscita, dapprima sul territorio britannico, di un farmaco a base di CBD specificatamente indicato per quei casi: l’Epidiolex. Da allora questo particolare farmaco viene utilizzato per il trattamento di due forme di epilessia farmaco resistente: la Sindrome di Dravet e la Sindrome di Lennox-Gastaut. Il cannabidiolo, però, potrebbe essere utilizzato anche in altre forme di epilessia.

L’attuale impiego per le due particolari forme di epilessia farmaco resistente trova conferme anche da una revisione sistematica degli studi condotti fino al 2018. La revisione è stata pubblicata da un gruppo di ricerca guidato da Emily Stockings del National Drug and Alcohol Research Center di Sydney, in Australia, ed è stata pubblicata sul Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry

Stockings e colleghi hanno valutato la sicurezza e l’efficacia dei cannabinoidi come trattamenti aggiuntivi per l’epilessia resistente ai farmaci in una revisione sistematica di sei studi randomizzati (555 pazienti) e 30 studi osservazionali (2865 pazienti).

In due studi randomizzati controllati (RCT), i pazienti che assumevano cannabidiolo rispetto a chi assumeva placebo aveva il 74% in più di probabilità di vedere dimezzate le crisi epilettiche, dopo 8 somministrazioni.

In 17 studi osservazionali, il 48,5% dei pazienti ha raggiunto una riduzione del 50% o più elevata del numero di crisi. La probabilità di una riduzione del 50% o maggiore delle convulsioni era leggermente più elevata nel gruppo dove c’erano solo bambini (57,7%) rispetto ai gruppi misti adulti e bambini (36,2%).

Tra gli esiti secondari ci sono state evidenze che l’uso del cannabidiolo potrebbe aiutare a eliminare nuovi episodi di crisi convulsive, che è in grado di migliorare la qualità della vita del paziente se usato come coadiuvante del trattamento e che i pazienti che hanno ricevuto cannabidiolo avevano maggiori probabilità di sospendere il trattamento.

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CBD ed epilessia, i meccanismi d’azione

Il trattamento con cannabidiolo viene considerato nel caso in cui un pazienti sia resistente ai farmaci.
Il meccanismo d’azione del CBD, infatti,è diverso rispetto a quello osservato nei farmaci usualmente impiegati nel trattamento dei sintomi dell’epilessia.

L'efficacia pare essere correlata all'azione del recettore TRPV1. I vantaggi derivano dal fatto che il CBD è una sostanza antiepilettica che può essere utilizzato sia in età pediatrica che in età adulta, visto il suo ottimo profilo di sicurezza.

Nonostante il farmaco a base di CBD sia prescrivibile solo per due tipi di epilessia farmaco resistente, è importante rimarcare che al momento il cannabidiolo viene proposto come sostanza per il trattamento anche di altre forme di epilessia, oltre alle due già menzionate. 

 

CBD ed epilessia. Scenari futuri

Secondo la legge attualmente in vigore in Italia, un medico può descrivere una preparazione magistrale galenica con una ricetta non ripetibile.

Al momento è disponibile un unico farmaco approvato dalla UE e ancora non approvato in Italia (ma in fase di discussione da parte dell’AIFA) che è l’Epidiolex, usato in Europa esclusivamente su pazienti con Sindrome di Dravet, e Sindrome di Lennox-Gastaut. La tendenza degli ultimi anni è quella di ampliare queste indicazioni, viste le sempre più numerose testimonianze cliniche d’efficacia nel trattare i sintomi epilettici.

Il medico può però prescrivere una preparazione con cannabidiolo, seguendo le indicazioni ministeriali e i suggerimenti proposti sul sito della LICE - Lega italiana contro le epilessie

Proseguono intanto vari trial clinici volti a valutare non tanto l’efficacia (ormai riconosciuta) del cannabidiolo verso alcune manifestazioni epilettiche, quanto mirate a chiarire definitivamente i meccanismi d’azione della molecola e per indirizzare al meglio tutte le terapie personalizzate del caso.

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