Cbd antinfiammatorio naturale: scopriamo le proprietà del cannabidiolo

Un rimedio multiuso con un’azione specifica. Il CBD come antinfiammatorio.

Il cannabidiolo è un principio attivo dalle numerosissime qualità.La ricerca scientifica ha evidenziato come la sua azione indiretta sul sistema endocannabinoide dell’organismo sia in grado di ridurre notevolmente uno stato infiammatorio. Vista in questo senso, il CBD può essere considerato come un antinfiammatorio, utile in molti contesti. È il caso delle persone che soffrono di dolore cronico o di dolore neuropatico, provocato dalle malattie del sistema nervoso. 

CANNABIS TERAPEUTICA PER IL TRATTAMENTO DEL DOLORE: SCARICA LA GUIDA

Il CBD, privo di qualsiasi effetto psicoattivo, offre la possibilità di intervenire in queste condizioni di infiammazione e procurare beneficio nel corso di trattamenti adottati anche per lunghi periodi di tempo. È l’ennesima conferma dell’utilità della pianta di cannabis per la salute umana.
L’importante è capire a dovere il meccanismo d’azione del cannabidiolo e le patologie per cui potrebbe rivelarsi utile. 

 

Le proprietà antinfiammatorie del CBD

L’azione del cannabidiolo sul corpo umano è decisamente peculiare e il suo concetto di base va capito a fondo. L’essere umano è dotato di un sistema endocannabinoide composto da vari recettori (denominati CB1 e CB2) presenti in molte parti del corpo. Il cannabidiolo (CBD) agisce indirettamente su questi recettori. 

Per essere più chiari: il cannabidiolo non agisce direttamente su una patologia. Può essere descritto come una sostanza regolatrice del sistema endocannabinoide. 

Il cannabidiolo (CBD) modula dei meccanismi che già sono esistenti e in atto nel nostro organismo. In sostanza, nel momento in cui si attua uno squilibrio o uno scompenso nel sistema endocannabinoide, la modulazione provveduta dal cannabidiolo (CBD) - che agisce, ad esempio, sul sistema immunitario o indirettamente su un processo infiammatorio - tende a ripristinare l'equilibrio originario. È per questo motivo che il cannabidiolo viene spesso utilizzato come se fosse un antinfiammatorio quando, in realtà, i suoi meccanismi d’azione sono ben diversi.


Come il CBD interagisce con il corpo umano

Il CBD ha un’azione sul sistema che regola gli endocannabinoidi, molecole lipidiche prodotte dall’organismo in risposta a stimoli di varia natura che hanno la capacità di legarsi ai recettori cannabinoidi. Fin ora sono noti due tipi di recettori cannabinoidi, chiamati CB1, individuato nel 1990, e CB2, scoperto due anni dopo, nel 1993. La stimolazione dei recettori CB2, al momento individuati nel sistema nervoso centrale e in alcune cellule del sistema immunitario, è il responsabile dell’azione antinfiammatoria attribuita al CBD

 

I risultati della ricerca scientifica 

Le sempre maggiori conferme sui benefici del cannabidiolo per la salute umana hanno fatto sì che, negli ultimi anni, si aprisse una vero e proprio fronte su cui sono impegnati medici e scienziati. L’obiettivo è fare chiarezza una volta per tutte e sdoganare i principi attivi della cannabis come sostanze curative utili per l’essere umano. 

Il report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicato a marzo 2018 ha presentato al pubblico l’attuale stato della ricerca scientifica sul cannabidiolo (CBD). Secondo il report dell’OMS il cannabidiolo non provoca effetti collaterali sulla nostra salute ma, piuttosto, le attuali evidenze indicano chiaramente la sua potenziale applicazione in ambito medico

Secondo il rapporto il cannabidiolo (CBD) è sicuro e ben tollerato negli esseri umani (e negli animali), e non è associato ad alcun effetto negativo sulla salute pubblica. 

La commissione di esperti ha anche affermato che il CBD, la sostanza chimica non psicoattiva presente nella cannabis, non induce dipendenza fisica e non è "non associato a potenziali abusi". Allo stesso modo, ad oggi, non ci sono prove dell’insorgenza di salute pubblica associati all'uso della CBD allo stato puro.

 

CBD. Su quali patologie può essere impiegato?

Le patologie per cui il CBD comporta benefici sono innumerevoli. Oltre a migliorare notevolmente la qualità del sonno e a ridurre uno stato d’ansia, il cannabidiolo può fornire sollievo dal dolore alle articolazioni in caso di artrosi. È dimostrato che l’assunzione di CBD protegge le articolazioni contro danni gravi e riduce l’infiammazione in sole 5 settimane. La sua azione contro le infiammazioni croniche è considerata per il trattamento di malattie quali la sclerosi multipla, l’epilessia e la sindrome di Dravet. Uno Studio datato 2013 e pubblicato dal British Journal of Clinical Pharmacology riporta che il CBD protegge dai danni vascolari causati da un elevato livello di glucosio, da infiammazioni o da diabete di tipo 2. Gli ambiti e i campi di impiego sono davvero numerosi. L’importante è fare una scelta consapevole e utilizzare solo prodotti contenenti cannabidiolo che siano di ottima qualità.

 

il-cannabidiolo-può-fornire-sollievo-dal-dolore-alle-articolazioni-in-caso-di-artrosi

 

Come si ricava il CBD? In che forme si può trovare?

Il cannabidiolo è presente in varie concentrazioni nella pianta di Cannabis sativa. Il cannabidiolo presente nei prodotti Enecta viene estratto seguendo un processo produttivo che rispetta una serie di requisiti standard di qualità molto precisi. Le piante di cannabis usate da Enecta vengono coltivate secondo le più recenti linee guida che dettano i principi per garantire un prodotto di qualità dalla coltivazione alla vendita: dal principio alla fine della filiera produttiva.

Il cannabidiolo sì può così trovare in varie forme, adatte alle esigenze di chiunque. È il caso degli oli di canapa, in cui l'estratto di CBD viene diluito al al 3%, al 10% e al 24%. Altre persone preferiscono assumere il cannabidiolo in cristalli (la molecola nella sua purezza), tramite vaporizzatore o direttamente in gocce da applicare sotto alla lingua. Le modalità d’impiego e gli scopi di utilizzo sono tantissimi. L’importante è fare una scelta ragionata e adatta alle esigenze del caso. 

New call-to-action

0 commenti