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Canapa vs disastri ambientali: la sua capacità di bioaccumulatore

    INDICE

 

La Canapa è una pianta dalle innumerevoli proprietà, una di queste è sicuramente quella di essere un bioaccumulatore, cioè una pianta in grado di immagazzinare i metalli pesanti presenti nel terreno in cui cresce senza compromettere la propria fase di crescita, tanto da essere impiegata nella fitodepurazione.

In tal senso indichiamo alcuni casi concreti che testimoniano il grande potenziale della Canapa.

Il primo esempio arriva dalla Sardegna, dalle aree industriali ed inquinate del Sulcis dove è stato avviato un progetto sperimentale a cura dell’agenzia regionale Agris, che a seguito della coltivazione della Canapa, dovrà studiare il comportamento della pianta nella purificazione dei terreni.

Il progetto si è sviluppato con la collaborazione di un team dell’Università degli Studi di Sassari e di Sardegna Ricerche, su un’estensione di cinquemila mq di terreno, tra inquinati e terreni puliti, per studiare il comportamento della Canapa.

Dalla Sardegna ci spostiamo in Puglia, a Taranto, dove la Canapa contribuirà a ‘pulire’ i terreni adiacenti all’Ilva, la più grande acciaieria d’Europa.

Un progetto avviato nel 2011 quando “La masseria Fornaro ha messo a disposizione dell'associazione tre ettari del suo terreno per la sperimentazione del fitorisanamento tramite canapa, così da verificare l'effettiva bonifica da diossina. È così che nasce C.A.N.A.P.A. (Coltiviamo Azioni Per Nutrire Abitare Pulire l'Aria), un progetto di ricerca pionieristico in Italia volto a testare l'efficacia della coltivazione della canapa nel ripulire il territorio agricolo limitrofo al polo siderurgico tarantino dell'Ilva. Oltre a Canapuglia, l'iniziativa è stata promossa da ABAP – Associazione biologi ambientalisti pugliesi – e dal Centro di Ricerca per l'Agricoltura”.

“Una decontaminazione fatta in questo modo è molto economica rispetto ai processi tradizionali: si tratta di scegliere le piante, seminare, raccogliere e analizzare" afferma a VICE News Natile, il presidente di Canapuglia.

Dalla Puglia alla Sicilia, a Gela, dove David Melfa, di Rete Canapa Sicilia, si sta fortemente impegnando per realizzare il “progetto sperimentale di canapa a fini di risanamento e bonifica c/o l'area industriale di Gela”. Sebbene in questo caso ci sia la reticenza della politica, l’Associazione non si arrende anzi “Abbiamo ritenuto non farci bloccare dai meandri della burocrazia e della politica,che in questo caso consideriamo contro gli interessi del popolo gelese. Pertanto sotto la piena responsabilità giuridica del presidente dell'associazione culturale Rete Canapa Sicilia DICHIARIAMO ufficialmente OCCUPATI i terreni interessati,in nome del popolo gelese.E continueremo a coltivare canapa al fine di dimostrare che ripulisce i terreni da metalli pesanti, diossine ed altro,risanandoli ove fossero stati contaminati,come sappiamo è accaduto sia per gli sversamenti delle condotte petrolifere e sia per i pesticidi impiegati dall'agricoltura in varie parti della piana di Gela”.

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