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5 Rimedi naturali per i dolori cervicali

Il dolore cervicale affligge milioni di persone. Vi presentiamo una piccola guida ad alcuni dei rimedi naturali più efficaci, tra cui il cannabidiolo che grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e muscolo-rilassanti può essere un efficace soluzione per contrastare la cervicalgia.

Un dolore, un irrigidimento, la difficoltà a compiere dei movimenti semplici. Sono moltissime le persone che soffrono di dolori cervicali, in assoluto uno dei disturbi più diffusi nella quotidianità di tanti.

Si tratta della cervicalgia: un’infiammazione che colpisce la zona della rachide cervicale, composta da sette vertebre che forniscono il sostegno al collo e alla testa. Il disturbo è molto diffuso e c’è moltissima letteratura a riguardo. Allo stesso modo sono moltissimi i rimedi che vengono proposti per combattere quel fastidioso dolore.

Vista la frequenza con cui può capitare di soffrire di forme più o meno gravi di cervicalgia, molti pazienti utilizzano “rimedi naturali” per evitare un uso troppo abbondante dei farmaci convenzionali. 

Il dolore cervicale 

Molti lettori lo conosceranno bene. Una sensazione di irrigidimento mista a dolore, la difficoltà a compiere movimenti di routine. Il dolore a volte si spinge oltre e raggiunge le spalle e le braccia.

La cervicalgia può anche portare ad altri sintomi. Il più diffuso è il mal di testa, seguito dalla sensazione di vertigine o di nausea. Le cause possono essere innumerevoli: una postura errata e tenuta in maniera continuativa, un trauma improvviso, un piccolo infortunio procurato durante un allenamento.

I rimedi naturali si prestano bene per intervenire in tutte quelle cervicalgie “lievi” che non derivano da traumi gravi o da condizioni mediche particolari. Di solito il dolore e l’irrigidimento spariscono dopo poco tempo, grazie all’azione di queste sostanze. Se si dovesse soffrire di cervicalgia per un lungo periodo di tempo, senza avere alcun beneficio da farmaci convenzionali o rimedi naturali, è sempre bene rivolgersi al proprio medico curante per chiarire le cause. 

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Cervicalgia e rimedi naturali

Arnica montana

L’Arnica montana L. è un'erba medicinale della famiglia delle Asteraceae ed è uno dei rimedi naturali più comuni per trattare il dolore cervicale.

Può essere utilizzata a livello topico (si trovano facilmente oli o pomate a base di arnica montana) prestando un po’ di attenzione: è velenosa se ingerita! Da lungo tempo le sue foglie vengono utilizzate sulla pelle, per lenire il dolore di traumi e contusioni.

Sempre per via della sua potenziale velenosità, non deve essere mai utilizzata sulle ferite. Gli oli essenziali dell’arnica hanno un elevato contenuto di terpeni e possiedono spiccate qualità antinfiammatorie e analgesiche.

Rosa canina

La rosa canina è una delle specie di rosa più note in Italia e da tempo immemore viene utilizzata per la cura e il benessere dell’organismo.

La rosa canina, infatti, presenta alti contenuti di vitamina C, tannini, acidi organici, pectine, carotenoidi e polifenoli ed è indicata nei casi in cui ci si debba rimettere in forze dopo un periodo di debilitazione. Il suo uso - tramite un decotto ottenuto dai suoi petali lasciati in acqua calda - è indicato per i casi di cervicalgia. La rosa canina, infatti, è un ottimo antinfiammatorio. 

Ribes nero

Il ribes nero viene impiegato da lungo tempi nell'ambito della fitoterapia. Ha, infatti, la capacità di stimolare le ghiandole surrenali a produrre cortisolo, sostanza che interviene nell’organismo per aiutarlo a combattere le infiammazioni.

Il ribes nero è utilizzato sotto forma di estratto o decotto e viene impiegato anche a livello topico per stemperare i sintomi di eczemi e psoriasi. La sua attività antinfiammatoria può essere senza dubbio utile in casi di dolore cervicale. 

Artiglio del diavolo

L'artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) è una pianta erbacea usata in antichità nella medicina tradizionale africana. Ha una notevole efficacia antinfiammatoria e antireumatica e viene usato comunemente per intervenire nei casi di tendiniti, contusioni, sciatica e reumatismi.

Si è sempre rivelato molto efficace nei casi di infiammazioni muscolari e dolori cervicali. 


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Cannabidiolo (CBD) per i dolori cervicali

Il cannabidiolo (CBD) è uno dei più noti principi attivi della cannabis. Presenta un ottimo profilo di sicurezza, è del tutto privo di qualsiasi effetto psicotropo e, al contempo, comporta un grande numero di benefici per l’organismo umano. Uno dei campi in cui il cannabidiolo viene usato è quello del trattamento del dolore.

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Nel caso del dolore cervicale, il cannabidiolo rappresenta la assoluta novità degli ultimi anni per due motivi: efficacia e versatilità d’uso. 

L’efficacia nel contrastare il dolore è indiscussa e permette di lenire quello stato di infiammazione e irrigidimento tipico della cervicalgia.

Le proprietà antinfiammatorie del CBD

L’azione del cannabidiolo sul corpo umano è decisamente peculiare e il suo concetto di base va capito a fondo. L’essere umano è dotato di un sistema endocannabinoide composto da vari recettori (denominati CB1 e CB2) presenti in molte parti del corpo. Il cannabidiolo (CBD) agisce indirettamente su questi recettori. 

Per essere più chiari: il cannabidiolo non agisce direttamente su una patologia. Può essere descritto come una sostanza regolatrice del sistema endocannabinoide. 

Il cannabidiolo (CBD) modula dei meccanismi che già sono esistenti e in atto nel nostro organismo. In sostanza, nel momento in cui si attua uno squilibrio o uno scompenso nel sistema endocannabinoide, la modulazione provveduta dal cannabidiolo (CBD) - che agisce, ad esempio, sul sistema immunitario o indirettamente su un processo infiammatorio - tende a ripristinare l'equilibrio originario. È per questo motivo che il cannabidiolo viene spesso utilizzato come se fosse un antinfiammatorio quando, in realtà, i suoi meccanismi d’azione sono ben diversi.


Come il CBD interagisce con il corpo umano

Il CBD ha un’azione sul sistema che regola gli endocannabinoidi, molecole lipidiche prodotte dall’organismo in risposta a stimoli di varia natura che hanno la capacità di legarsi ai recettori cannabinoidi. Fin ora sono noti due tipi di recettori cannabinoidi, chiamati CB1, individuato nel 1990, e CB2, scoperto due anni dopo, nel 1993.

La stimolazione dei recettori CB2, al momento individuati nel sistema nervoso centrale e in alcune cellule del sistema immunitario, è il responsabile dell’azione antinfiammatoria attribuita al CBD

Tra gli altri vantaggi del Cannbidiolo, oltre alla sua naturalità e assenza di effetti collaterali, è che può essere assunto in forme molteplici.

Oli, cristalli e pomate permettono di utilizzare il cannabidiolo nella maniera più comoda ed efficace a seconda della situazione e delle necessità della persona. 

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