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Olio di cannabis, olio di canapa, olio di THC o di CBD: quali differenze?

Come orientarsi nel mondo, sempre più ricco, degli oli estratti dalla pianta di cannabis


È molto comune imbattersi in articoli online che utilizzano le espressioni “olio di cannabis”, “olio di THC” oppure “olio di CBD” come se si trattasse della stessa, identica, cosa.
Non è così. Il boom del mercato della cannabis ha fatto sì che si generasse molta attenzione da parte del pubblico ma, allo stesso tempo, si è assistito anche a una grande confusione per quanto riguarda i termini corretti per descrivere sostanze e prodotti molto differenti tra loro.


Cosa si intende per olio di cannabis?


La pianta di Cannabis sativa è quella da cui vengono estratti gli oli. In questi oli sono ben presenti i principi attivi della pianta, in particolare il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo). Quando si parla di olio di cannabis si deve intendere quell’olio che contiene valori di THC superiori alla soglia massima stabilita dalla legge italiana, pari allo 0,2. L’olio di cannabis, così identificato, viene utilizzato - dietro ricetta medica - da molte persone che soffrono di particolari (e gravi) patologie. In questa categoria possono rientrare i vari oli di THC: oli estratti da piante e tramite processi tali da garantire un alto contenuto di THC e che possono essere acquistati e consumati o sotto specifica prescrizione medica oppure in quelle nazioni che ne hanno permesso l’uso.


Cos’è l’olio di canapa?


Per olio di canapa, invece, si deve intendere l’olio ricavato dalla spremitura a freddo di semi di Cannabis sativa. Nell’olio di canapa sono presenti aminoacidi, vitamine A, E, B1, B2, PP e C, sali minerali e cannabinoidi, in particolare il CBD. Contiene un livello molto basso - quando non nullo - di THC, ha un profumo gradevole e viene utilizzato comunemente in tavola, per il condimento di varie pietanze. L’olio di canapa, infatti, aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue, agendo in maniera preventiva nei confronti di varie possibili patologie.


Che differenza c’è con l’olio di CBD?


L’olio di CBD (cannabidiolo) è un olio prodotto, nel caso italiano, a partire da varietà di cannabis iscritte al registro comunitario europeo e ammesse alle coltivazioni a uso industriale.

Si tratta di cannabis con un basso contenuto di THC (sempre al di sotto dello 0,2% come previsto dai limiti di legge). Questa cannabis, dovendo rientrare all'interno di un processo produttivo che rispetta una serie di requisiti standard di qualità molto precisi, è coltivata anche secondo le più recenti linee guida che dettano i principi per garantire un prodotto di qualità dalla coltivazione alla vendita: dal principio alla fine della filiera produttiva. Questo prodotto vegetale viene trinciato e, successivamente, passato attraverso un sito d'estrazione. Il sito di estrazione produce un estratto dal quale è stato rimosso il THC mediante una separazione e questo estratto, a sua volta, viene monitorato per valutarne sia gli aspetti qualitativi e quantitativi dei cannabinoidi che le loro caratteristiche microbiologiche. Compiute anche queste analisi, l'estratto viene diluito con olio di semi di canapa.

Le soluzioni in olio di canapa permettono di ottenere, infine, le varie tipologie di oli di canapa presenti in commercio. Enecta propone oli di CBD in cui l'estratto iniziale viene diluito al al 3%, al 10% e al 24%.

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