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Il CBD non è uno stupefacente

Il ministro della Salute Roberto Speranza cancella il Decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 15 ottobre, che inseriva le “composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis” nella tabella dei medicinali a base di sostanze attive “stupefacenti”.

La notizia giunta nel pomeriggio, pubblicata dal quotidiano La Stampa, parla della firma, ad opera del ministro Speranza, di un nuovo decreto che sospende di fatto il precedente con l’obiettivo di convocare nelle prossime settimane un tavolo di lavoro con l’obiettivo di affrontare il tema.

Specificatamente il Ministero invita l’Istituto superiore di Sanità e il Consiglio superiore di Sanità a esprimersi e valutare “se gli effetti della sostanza attiva cannabidiolo rimangono immutati a prescindere dalla percentuale di utilizzo della stessa”.

Cosa affermava il decreto del 15 ottobre?

Nel Decreto dello scorso 15 ottobre era possibile leggere: “Nella tabella dei medicinali, sezione B, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, è inserita, secondo l'ordine alfabetico, la seguente categoria di sostanze: composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis”.

Il Documento recitava: "Attualmente è in corso di valutazione presso l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) una richiesta di autorizzazione all'avvio della commercializzazione di un medicinale, in soluzione orale contenente cannabidiolo, che ha già ricevuto l'autorizzazione all'immissione in commercio centralizzata da parte dell'European Medicines Agency (EMA) e che lo stesso medicinale è controllato attraverso un programma di uso compassionevole, notificato all'AIFA, per i pazienti in trattamento con sindrome di Dravet e sindrome di Lennox-Gastaut".

Che cos’è il CBD?

La Canapa o Cannabis, pianta facente parte della famiglia delle Cannabaceae è da secoli utilizzata dalle popolazioni del mondo per i suoi diversi usi: da quelli più controversi, legati alle sue proprietà psicotrope a quelli terapeutici, più vicini all'argomento che tratteremo di seguito.

Parliamo di canapa, perché è proprio da questa pianta che si estraggono diverse molecole/composti chimici chiamati "Fitocannabinoidi". Tra gli oltre 100 Fitocannabinoidi finora identificati, i più conosciuti e maggiormente usati sono il THC e il CBD. Il CBD, a differenza del THC, non ha effetti psicoattivi, al contrario, aiuta a contrastare gli effetti psicoattivi del THC.

Molte persone da anni ormai apprezzano il CBD e i suoi benefici, e diversi studi scientifici stanno portando avanti ricerche sugli effetti e sulle possibili applicazioni. L'interesse da parte della comunità scientifica per il potenziale terapeutico del CBD è sempre maggiore: è già stato utilizzato in diversi studi scientifici, per il trattamento di numerose problematiche di salute.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha più volte espresso la propria posizione a riguardo, affermando che i prodotti a base di CBD non andrebbero inseriti in nessuna tabella. 

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