→ SPEDIZIONE GRATUITA A PARTIRE DA 20 EURO → Consegna in Max 2 gg lavorativi - 3 gg per le isole

Il Cannabinolo (CBN): la guida completa.

Il Cannabinolo, dopo il CBD ed il CBG, è uno dei più promettenti fitocannabinoidi disponibili sul mercato, ma è ancora poco conosciuto. Scopriamo insieme a cosa serve e come utilizzarlo.

La pianta della Cannabis produce una serie di sostanze che vengono definite cannabinoidi, tra le quali sono maggiormente note il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD), che compongono la categoria dei cannabinoidi maggiori. 

Negli ultimi anni è però aumentato l’interesse dei ricercatori e dei consumatori verso i cosiddetti cannabinoidi minori, sostanze presenti in tracce nella pianta e tra le quali riveste un ruolo di grande rilievo il cannabinolo (CBN), sostanza dalle potenziali proprietà terapeutiche. Gli studi scientifici hanno evidenziato come il CBN sia in grado di indurre uno stato di rilassamento senza l’indesiderato effetto psicoattivo e come presenti proprietà antiinfiammatorie, antibatteriche e protettive nei confronti del sistema nervoso centrale. Le premesse ci sono tutte: il CBN diventerà uno dei composti più venduti ed utilizzati tra tutti i cannabinoidi grazie alle proprietà vantaggiose che offre.

Di cosa tratteremo quindi in questo articolo:

  • Che cos'è il CBN (Cannabinolo)
  • Il meccanismo d'azione del CBN
  • Quali sono i benefici del CBN
  • Modalità di utilizzo ed aspetti legali

 

CBN_molecola

CHE COS’E’ IL CANNABINOLO?

La pianta della Cannabis, più nello specifico la Cannabis sativa o canapa sativa, produce diversi cannabinoidi suddivisibili in cannabinoidi maggiori (THC e CBD) e in cannabinoidi minori, un insieme di più di 100 sostanze, che rappresentano solamente l’1% della biomassa totale della pianta e che sono rilevabili in tracce durante i diversi stadi di maturazione della pianta stessa. Identificato per la prima volta nel 1940 il cannabinolo (CBN), nonostante sia analogo al THC in rapporto alla funzionalità, presenta una struttura chimico-organica molto più simile a quella del cannabidiolo (CBD); cannabinolo e cannabidiolo sono quindi strutturalmente simili.
Diversamente dai cugini THC e CBD, il cannabinolo (CBN) è un cannabinoide piuttosto insolito in quanto non si trova naturalmente nella canapa grezza, ma solo in tracce nella canapa invecchiata. 

Il CBN si forma attraverso un processo chimico-fisico che deriva dalla degradazione dell'acido tetraidrocannabinolico (THCA), che è il precursore da cui deriva anche il THC.

Il CBN si forma attraverso un processo chimico-fisico che deriva dalla degradazione dell'acido tetraidrocannabinolico (THCA), che è il precursore da cui deriva anche il THC. Molti dei cannabinoidi maggiori, come il THC, sono presenti nella Cannabis grezza come acido cannabigerolico (CBGA), una sostanza che viene processata e scomposta dagli enzimi naturali della pianta in cannabigerolo (CBG). Quando gli enzimi naturali della Cannabis scompongono il CBGA, quest’ultimo si trasforma in un insieme di sostanze che comprende il cannabigerolo (CBG), il sopra citato THCA, l’acido cannabidiolico (CBDA) ed infine l’acido cannabicromenico (CBCA). È attraverso questo processo chimico che il CBN comincia a prendere forma.

Se esposto al calore, il THCA si trasforma in delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), mentre sempre il THCA, se esposto ai raggi ultravioletti del sole, si trasforma in acido cannabinolico (CBNA). Quando quest’ultimo composto chimico viene esposto al calore si trasforma finalmente in cannabinolo (CBN), attraverso un processo chimico chiamato decarbossilazione, che in parole povere consiste nella perdita di alcuni gruppi chimici dalla propria struttura molecolare.

Il CBN è quindi un composto organico non rilevabile nella pianta o nell'infiorescenza fresca e accuratamente essiccata, ma presente nella pianta invecchiata o decomposta, perché il processo che porta alla formazione del CBN richiede un tempo prolungato di esposizione alla luce solare, ossigeno, aria e calore, e ciò avviene durante l’invecchiamento della pianta.

IL MECCANISMO D’AZIONE DEL CBN

I recettori endocannabinoidi sono una famiglia di molecole in grado di legare i cannabinoidi che il nostro corpo produce naturalmente, chiamati cannabinoidi endogeni, i cannabinoidi derivanti dalla Cannabis ed i cannabinoidi di origine sintetica. Il sistema endocannabinoide umano comprende diversi recettori che regolano svariate funzioni fisiologiche, come:

  • la funzione immunitaria
  • il ciclo sonno-veglia
  • la memoria
  • l’appetito
  • la percezione del dolore
I cannabinoidi si legano a questi recettori e dal legame ha origine una cascata di segnali cellulari che regolano un numero elevatissimo di funzioni delle cellule, e questo avviene in tutte quelle cellule e tessuti in cui sono presenti tali recettori.

I due recettori dei cannabinoidi più conosciuti sono il recettore 1 degli endocannabinoidi (CB1), che è distribuito maggiormente nel sistema nervoso centrale, e il recettore 2 degli endocannabinoidi (CB2), che è invece maggiormente presente nelle cellule ed i tessuti del sistema immunitario.

Al pari degli altri cannabinoidi, anche il cannabinolo (CBN) è in grado di legarsi ai recettori endocannabinoidi CB1 e CB2 presenti in diversi tessuti del corpo umano, ma con un’affinità minore rispetto al THC, elemento che potrebbe spiegare perché il CBN non abbia un effetto psicoattivo al pari del THC, ma solamente svariate proprietà benefiche. Diversi studi presenti in letteratura medico-scientifica evidenziano che il CBN ha una bassa affinità per i recettori CB1 e quindi un debole effetto sul sistema nervoso centrale, mentre presenta un’affinità di legame maggiore per i recettori CB2, con un’azione più rilevante sul sistema immunitario e sulla regolazione dell’infiammazione.

E’ stato altresì dimostrato che il CBN è in grado di legarsi al recettore TRPV2 presente sulle cellule immunitarie circolanti nel sangue, ovvero le cellule responsabili della difesa del nostro organismo dalle infezioni di batteri, virus e funghi e dai processi tumorali, ma è presente anche nel midollo osseo, reni, fegato, stomaco ed ovaie.

QUALI SONO I BENEFICI DEL CBN?

Gli studi scientifici sul cannabinolo sono in larga parte ancora in corso, soprattutto sugli esseri umani; i risultati derivanti da ricerche sugli animali sono però molto promettenti e nella comunità scientifica i ricercatori si aspettano tali risultati anche nell’uomo. I consumatori riportano notevoli vantaggi sul proprio stato di salute e sono migliaia le interazioni su forum e blog che trattano questo argomento.

Analizziamo ora quali sono le proprietà benefiche scientificamente dimostrate che interessano questo cannabinoide dal futuro così roseo.

1. LE PROPRIETÀ ANTIDOLORIFICHE DEL CANNABINOLO

Il CBN presenta delle proprietà antidolorifiche, grazie al fatto che è in grado di modulare la percezione dolorifica agendo direttamente sull’attività dei neuroni. Vi sono infatti neuroni responsabili dell’elaborazione dei segnali derivanti dalle fibre nervose che rilevano i segnali dolorifici. Il dolore infatti è un sintomo soggettivo, e l’intensità con cui proviamo dolore dipende dalle nostre precedenti esperienze dolorifiche (come nel caso di traumi importanti, cadute, ustioni) e dipende da come il nostro cervello elabora i segnali in arrivo dalla periferia, ovvero dai nervi; ad esempio nel caso di uno spillo che ci punge il dito, si creano dei segnali dolorifici che sono veicolati da queste fibre nervose direttamente verso il midollo spinale e poi verso il cervello.

In uno studio condotto sui topi, si è scoperto che il CBN è in grado di influenzare l’attività delle fibre nervose di neuroni sensibili alla capsaicina, ovvero la molecola che caratterizza i cibi piccanti; diversamente da come si potrebbe pensare il piccante non è un gusto, ma una sensazione dolorifica, e per tal motivo la capsaicina non viene legata dai recettori gustativi della lingua o del palato, ovvero le molecole che ci permettono di sentire i sapori. Il CBN si è reso in grado di modificare come le fibre stimolate dalla sostanza comunichino la sensazione dolorifica al cervello, luogo in cui viene elaborata la percezione del dolore, ovvero se e quanto sentiamo dolore dopo uno stimolo dolorifico.

Uno studio del 2019 ha anche riscontrato che la combinazione di CBN e CBD è efficace nell’alleviare il dolore miofasciale, che è spesso causato da lesioni fisiche o dall'uso eccessivo di alcuni muscoli durante le attività quotidiane e lavorative o è presente in alcune malattie come la fibromialgia. La ricerca si conclude con: "Questi risultati suggeriscono che l'applicazione periferica (quindi come crema) di questi cannabinoidi non psicoattivi (quindi in riferimento al CBN) può fornire un sollievo per i disturbi derivanti dal dolore muscolare cronico, come nel caso dei disturbi temporo-mandibolari e in caso di fibromialgia, senza effetti collaterali a livello centrale (quindi sul sistema nervoso centrale in relazione agli effetti psico-attivi)."

Questi risultati suggeriscono che i cannabinoidi possono essere incredibilmente utili nel trattamento delle condizioni dolorifiche senza gli effetti collaterali potenzialmente dannosi o il rischio di dipendenza derivanti dagli attuali trattamenti del dolore con oppioidi.

CBN_dolore

 

2. LE PROPRIETÀ ANTINFIAMMATORIE

Una revisione completa pubblicata nel FASEB Journal ha esaminato l'effetto di numerosi composti trovati nelle specie di Cannabis sativa. Dei dodici esaminati, il CBN è stato in grado di ridurre l'infiammazione associata all'artrite nei topi da laboratorio, e ci aspetta tali risultati anche nell’uomo; la revisione ha concluso anche che i composti erano "generalmente privi di effetti avversi". I ricercatori hanno notato, tuttavia, che il meccanismo d'azione del CBN era diverso da quello dei farmaci anti-infiammatori FANS, ma che portano comunque ad una riduzione dell’infiammazione.

3. LE PROPRIETÀ NEUROPROTETTIVE

Le proprietà anti-infiammatorie potrebbero essere coinvolte anche nell’effetto protettivo nei confronti del sistema nervoso centrale, concetto che va sotto il nome di “neuroprotezione”. Uno studio eseguito dall’Università di Washington ha concluso che la somministrazione di CBN è stata in grado di ritardare l’insorgenza di una malattia neurodegenerativa che va sotto il nome di “sclerosi laterale amiotrofica”, maggiormente conosciuta come SLA. I ricercatori hanno concluso che il trattamento con CBN di 5mg/kg/giorno "ritarda significativamente l’insorgenza della malattia di più di due settimane, mentre la sopravvivenza non è stata influenzata".

4. CANNABINOLO E STIMOLAZIONE DELL’APPETITO

Sulla base dei dati derivanti da diversi test di laboratorio dell’università di Reading è stato scoperto che il CBN è un agente che stimola l’appetito nei topi, determinando un aumento del consumo di cibo e dei comportamenti volti a procacciarsi il cibo stesso. L’approccio terapeutico del CBN potrebbe quindi essere utile come farmaco per ristabilire il senso di fame in pazienti che hanno perso l’appetito a causa del cancro e della relativa chemioterapia o di infezioni come l’HIV, come alternativa non psico-attiva al THC.

5. CANNABINOLO E CANCRO

I cannabinoidi come il CBN sono stati studiati per i loro potenziali usi nel trattamento del cancro e dei suoi sintomi per decenni. In uno studio condotto sui topi, il CBN, insieme al THC, sono stati associati ad un rallentamento della crescita delle cellule tumorali in un particolare tipo di cancro ai polmoni. I topi che avevano ricevuto le dosi di CBN presentavano anche un tempo medio di sopravvivenza più lungo rispetto ai topi che non avevano ricevuto lo stesso trattamento. Altro elemento positivo potrebbe essere la capacità del CBN di alleviare il dolore e la sofferenza legate alla malattia e alla sua progressione allo stadio terminale, trattamenti che entrano nel contesto della terapia palliativa, ovvero una terapia dove si punta a trattare i sintomi ma in cui non è più possibile fare nulla per il cancro in avanzamento.

La ricerca è ancora in corso, ma questi risultati sono in linea con tanti altri dati interessanti che sono stati trovati riguardo ai cannabinoidi e alle loro capacità di combattere il cancro e le sue conseguenze sullo stato di salute.

 

6. I BENEFICI DEL CANNABINOLO SUL SONNO

Attualmente molte persone utilizzano il CBN come aiuto per prendere sonno e dormire, ma le ricerche scientifiche a sostegno dell'ipotesi, sono ancora purtroppo poche, anche se l’aspettativa dei ricercatori naviga in tale direzione e si pensa che il CBN sia molto efficace nel trattare l’insonnia.

Uno studio ha esaminato 5 soggetti e ha testato gli effetti del cannabinolo assunto insieme al tetraidrocannabinolo (THC), il principale composto psicoattivo della cannabis e si è visto un effetto sedativo che attualmente non può ancora essere attribuito al CBN con il 100% di certezza. Appare più probabile che il CBN agisca come sedativo grazie all’associazione con altri cannabinoidi che vengono assunti dal soggetto, e alla presenza dei terpeni, ovvero un gruppo di molecole aromatiche presenti in diverse piante, alimenti ed oli essenziali, tra cui appunto anche la pianta di Cannabis che hanno un effetto sedativo.

CBN_sonno

7. LE PROPRIETÀ ANTICONVULSIONANTI

Il CBN è stato studiato anche come agente anti-convulsionante in soggetti che soffrono di epilessia, una malattia per la quale l’attività elettrica del cervello diventa sregolata ed imprevedibile, sebbene sia meno potente rispetto al CBD e al THC.

8. LE PROPRIETÀ ANTIBATTERICHE

Secondo uno studio condotto nel 2008 il CBN sembrerebbe avere proprietà antibatteriche, contro batteri appartenenti al genere Staphylococcus resistenti agli antibiotici più comuni, definiti batteri “MRSA”. Pur non essendo stato identificato il meccanismo d'azione, lo studio ha riportato risultati solidi e dimostrato un ruolo del CBN in tal senso.

9. CANNABINOLO E GLAUCOMA

Il CBN è in grado di ridurre la pressione intraoculare, ovvero la pressione presente all’interno dell’occhio che, se elevata, caratterizza una condizione clinica definita “glaucoma”; il bdetermina tutta una serie di danni alle strutture anatomiche dell’occhio, dalla retina al nervo ottico, portando a disturbi della vista ed infine alla cecità. Molti consumatori affetti da glaucoma hanno riportato benefici dall’utilizzo del CBN, cosa che è stata confermata da uno studio del 2007 dell'Università Ebraica di Gerusalemme, che ha esaminato l'effetto dei cannabinoidi nelle malattie ed in generale sulla salute.

10. I BENEFICI DEL CANNABINOLO SULLA PELLE

Si è scoperto che il CBN riduce la proliferazione dei cheratinociti, le cellule della pelle che producono la cheratina, una proteina che compone diversi strati della pelle. La sovrapproduzione di cheratinociti è alla base delle lesioni cutanee comuni in malattie come la psoriasi, per la quale si è rivelato efficace il trattamento con il CBN, grazie anche alle

proprietà anti-infiammatorie, che migliorano l’equilibrio della pelle e facilitano la riparazione delle lesioni cutanee.

Gli effetti della cannabis terapeutica si estendono quindi su diversi sistemi ed apparati del corpo umano, con il vantaggio di non aver effetti collaterali ad oggi dimostrati sulla salute.

MODALITÀ DI UTILIZZO E ASPETTI LEGALI

Il modo migliore per utilizzare il CBN è usare un olio di CBD a spettro completo o ad ampio spettro. Un olio CBD a spettro completo contiene tutti i cannabinoidi (compreso il CBN) della pianta di canapa, mentre un olio CBD ad ampio spettro contiene tutti i cannabinoidi tranne il THC.

New call-to-action

L’estrazione del CBN non è un compito facile. Questo cannabinoide deve essere accuratamente isolato e poi concentrato in prodotti. Alcuni estratti di CBN sono già disponibili sul mercato e molti dei marchi più rinomati offrono prodotti con alte concentrazioni di questo cannabinoide in diverse forme, come oli di CBN, tinture, edibili, prodotti topici e capsule.

I prodotti di CBN più sicuri ed affidabili vengono creati isolando il cannabinoide da canapa coltivata biologicamente e usando tecniche d'estrazione sofisticate. Questo riduce la possibilità di avere anche solo piccole tracce di THC che potrebbero provocare un effetto psico-attivo ed attirare l’attenzione delle autorità giudiziarie negli stati in cui il THC è illegale. Per essere sicuri dell’effettivo contenuto di cannabinoidi di un prodotto al CBN o a spettro completo, è sempre una buona idea assicurarsi che il derivato della cannabis (o della canapa) sia stato analizzato da un laboratorio d'analisi indipendente.

 

REFERENCES

[1]: Karniol IG, Shirakawa I, Takahashi RN, Knobel E, Musty RE. Effects of delta9-tetrahydrocannabinol and

cannabinol in man. Pharmacology. 1975;13(6):502-12. doi: 10.1159/000136944. PMID: 1221432.

[2]: Andre CM, Hausman JF, Guerriero G. Cannabis sativa: The Plant of the Thousand and One Molecules.

Front Plant Sci. 2016 Feb 4;7:19. doi: 10.3389/fpls.2016.00019. PMID: 26870049; PMCID: PMC4740396.

[3]: United Nations Office on Drugs and Crime. (2009). Recommended methods for the identification and

analysis of cannabis and cannabis products: Manual for use by national drug analysis laboratories. New York:

United Nations.

[4]: Zygmunt PM, Andersson DA, Hogestatt ED. Delta 9-tetrahydrocannabinol and cannabinol activate

capsaicin-sensitive sensory nerves via a CB1 and CB2 cannabinoid receptor-independent mechanism. J

Neurosci. 2002;22(11):4720-4727. doi:10.1523/JNEUROSCI.22-11-04720.2002

[5]: Wong H, Cairns BE. Cannabidiol, cannabinol and their combinations act as peripheral analgesics in a rat

model of myofascial pain. Arch Oral Biol. 2019 Aug;104:33-39. doi: 10.1016/j.archoralbio.2019.05.028. Epub

2019 May 28. PMID: 31158702.

[6]: Wilkinson JD, Williamson EM. Cannabinoids inhibit human keratinocyte proliferation through a non-

CB1/CB2 mechanism and have a potential therapeutic value in the treatment of psoriasis. J Dermatol Sci.

2007 Feb;45(2):87-92. doi: 10.1016/j.jdermsci.2006.10.009. Epub 2006 Dec 6. PMID: 17157480.

[7]: Appendino G, Gibbons S, Giana A, Pagani A, Grassi G, Stavri M, Smith E, Rahman MM. Antibacterial

cannabinoids from Cannabis sativa: a structure-activity study. J Nat Prod. 2008 Aug;71(8):1427-30. doi:

10.1021/np8002673. Epub 2008 Aug 6. PMID: 18681481.

[8]: Farrimond JA, Whalley BJ, Williams CM. Cannabinol and cannabidiol exert opposing effects on rat feeding

patterns. Psychopharmacology (Berl). 2012 Sep;223(1):117-29. doi: 10.1007/s00213-012-2697-x. Epub 2012

Apr 28. PMID: 22543671.

[9]: Kogan NM, Mechoulam R. Cannabinoids in health and disease. Dialogues Clin Neurosci. 2007;9(4):413-

430. doi:10.31887/DCNS.2007.9.4/nkogan

[10]: Weydt P, Hong S, Witting A, Möller T, Stella N, Kliot M. Cannabinol delays symptom onset in SOD1

(G93A) transgenic mice without affecting survival. Amyotroph Lateral Scler Other Motor Neuron Disord. 2005

Sep;6(3):182-4. doi: 10.1080/14660820510030149. PMID: 16183560.

[11]: Zurier, R.B. and Burstein, S.H. (2016), Cannabinoids, inflammation, and fibrosis. The FASEB Journal,

30: 3682-3689. https://doi.org/10.1096/fj.201600646R

[12]: Ralph Karler, William Cely, Stuart A. Turkanis, The anticonvulsant activity of cannabidiol and cannabinol, Life Sciences, Volume 13, Issue 11, 1973, Pages 1527-1531, ISSN 0024-3205,https://doi.org/10.1016/0024- 3205(73)90141-0

0 commenti

"