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Coltivare Canapa, cosa dice la legge in Italia?

    INDICE

L’Italia è tornata a coltivare canapa, ormai da qualche anno assistiamo ad un ritorno di interesse per un settore di cui l’Italia è stato leader, basti pensare che nei primi anni del 1900 si contavano circa 100 mila ettari di coltivazione di canapa.

Parlando di canapa industriale, secondo Confagricoltura  i dati più recenti indicano come si è passati dai 3000 ettari coltivati nel biennio 2013-2014 ai 5000 di oggi.

Vuoi coltivare Canapa?

In molti ci scrivono, chiedono cosa bisogna fare per avviare una coltivazione di canapa.

Bisogna sapere che in Italia esiste una legge, n. 242 del 2 dicembre 2016 recante le disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa, che ha cercato di dare una prima risposta permettendo

“la libera coltivazione delle varietà indicate nel Catalogo comune delle specie di piante agricole di cui è consentita la coltivazione/commercializzazione nei territori dell'Unione europea”.

Parliamo di varietà con valori di THC inferiori allo 0.2%, che non rientrano tra quelle a cui si applicano le disposizioni sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope, materia in Italia disciplinata dal DPR 9 ottobre 1990, n. 309.

Cosa fare prima di iniziare una coltivazione?

E’ molto importante prima di cominciare il vostro progetto di coltivazione avere bene in mente l’obiettivo finale, coltivare canapa, ad esempio, con l’obiettivo di realizzare la cosiddetta ‘canapa da estrazione’ richiede varietà e tecniche differenti rispetto alla lavorazione della canapa con finalità tessili o alimentari.

Prima di cominciare è bene rivolgersi ad associazioni presenti sul territorio o consultare professionisti ed aziende con esperienze nel mondo della canapa. E’ fondamentale avere tutte le informazioni necessari per poter programmare il vostro progetto di coltivazioni.

Quali autorizzazioni occorrono?

Non esistono autorizzazioni piuttosto l’obiettivo della Legge è di “sostenere e promuovere la coltivazione e la filiera della canapa quale coltura in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione del consumo del suolo, desertificazione e perdita di biodiversità, nonché come coltura da rotazione.

Gli obblighi per il coltivatore sono quello di conservare i cartellini della semente per almeno dodici mesi insieme alle fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla Legge.

Quali sono gli obiettivi della Legge?

E' ammessa la coltivazione della Canapa finalizzata alla coltivazione e trasformazione; incentivazione dell’impiego e del consumo finale di semilavorati di Canapa provenienti da filiere prioritariamente locali; sviluppo di filiere territoriali integrate che valorizzi i risultati della ricerca e persegua l’integrazione locale e la reale sostenibilità economica e ambientale.

Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa della varietà Cannabis Sativa

Nella circolare vengono chiarite le regole di coltivazione nell’ambito del florovivaismo della canapa, individuando i settori produttivi dove può essere impiegata, che vanno dall’alimentare, passando per l’artigianato fino alla ricerca industriale. La legge del 2 dicembre 2016 è entrata in vigore il 14 gennaio 2017.

La coltivazione delle piante è consentita esclusivamente da seme certificato, non è permessa la riproduzione per via agamica di materiale destinato alla produzione per poi essere venduto.

Il produttore deve conservare il cartellino della semente certificata e la relativa documentazione di acquisto per un periodo non inferiore ai dodici mesi.

La vendita delle piante per uso ornamentale è consentita senza autorizzazione, le importazioni con finalità commerciali di piante provenienti da altri paesi non rientrano nell’ambito di applicazione della legge e devono rispettare la normativa dell’Unione europea vigente in materia.

Infiorescenze

La circolare ministeriale circa le infiorescenze precisa che rientrano nell’ambito delle coltivazioni destinate al florovivaismo, purché siano iscritte al catalogo comune delle specie di piante agricole, il cui contenuto di THC non superi i limiti consentiti dalla norma.

Coltivazione e trasformazione della canapa

La legge 242 riguarda anche l’incentivazione dell’impiego e del consumo finale di semilavorati provenienti da filiere locali come lo sviluppo di filiere territoriali integrate che valorizzano i risultati della ricerca e perseguano l’integrazione locale e le areale sostenibilità economica e ambientale; la produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovati per le industrie di diversi settori; la realizzazione di opere di bioingegneria, bonifica dei terreni, attività didattiche e di ricerca.

 

 

Green Valley e le coltivazione di Canapa

 

La nuova normativa, ha dato slancio a un approccio aziendale che va sempre più nella direzione di valorizzazione della filiera e che ha portato Enecta, nel 2017, a sviluppare con l’azienda agricola GreenValley e con altre realtà locali, un progetto per la coltivazione di canapa industriale su terreni che si estendono tra l’Abruzzo e l’Emilia-Romagna.

Questo approccio rende Enecta in grado di monitorare il prodotto dalla semina alla trasformazione finale.

In particolare in Abruzzo, a Castelvecchio Subequo, si studiano nuove tecniche agronomiche per la coltivazione della cannabis, grazie anche alla ricerca che l’azienda abruzzese sta conducendo insieme al Crea-Ci, il Centro di ricerca di cerealicoltura e colture industriali del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria che fa capo al Ministero delle Politiche Agricole Forestali e del Turismo.

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