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Cannabis e fibromialgia, qual è il reale beneficio?

    INDICE

La fibromialgia è una patologia caratterizzata da dolore cronico di cui soffrono circa due milioni di italiani.

E’ una malattia dalla diagnosi complessa, nella quasi totalità dei casi l’approccio con il paziente è interdisciplinare, diverse figure professionali lavorano sui diversi aspetti della patologia.

Non sono molti gli studi che analizzano l’efficacia della Cannabis e dei suoi estratti nel trattamento della sindrome fibromialgica, tuttavia arrivano segnali importanti perché per la prima volta in Italia un ente pubblico, la Regione Emilia-Romagna, ha emanato un documento di ampio respiro sulla patologia, le linee di indirizzo per “Diagnosi e trattamento della fibromialgia”, messo a punto con l'obiettivo di dare una definizione e inquadramento della malattia e indicare percorsi di intervento definiti e appropriati. Nelle linee guida è inserita anche la Cannabis.

“Verso il futuro - afferma Daniele Conti, direttore AMRER Onlus, Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna - lo sguardo che il Gruppo di lavoro vuole proporre con il documento è rivolto a promuovere e incentivare la ricerca, in particolare sui cannabinoidi e sulle interazioni con l’alimentazione; unico modo concreto per rispondere adeguatamente ai bisogni dei pazienti, contrastando l’estrema proliferazione di ‘fantomatiche’ cure che danneggiano la salute e il portafoglio delle persone con fibromialgia".

"Un ultimo aspetto, su cui è importante accendere un riflettore, è rappresentato dall’utilizzo di queste linee guida per il riconoscimento dei diritti legati all’impatto della fibromialgia in termini di invalidità civile e handicap, su questo fondamentale diritto, noi di AMRER siamo pronti da subito ad agire con forza”.

Cosa è la Fibromialgia?

Il termine fibromialgia significa dolore nei muscoli e nelle strutture connettivali fibrose, come i legamenti e i tendini. La fibromialgia spesso confonde poiché alcuni dei suoi sintomi possono essere riscontrati in altre condizioni cliniche.

I ricercatori hanno evidenziato che l’infiammazione non è una parte significativa di questa sindrome. Il nome fibromialgia o sindrome fibromialgica è pertanto più accurato, ed ha ampiamente rimpiazzato i vecchi termini utilizzati.

La fibromialgia interessa principalmente i muscoli e le loro inserzioni sulle ossa. Sebbene possa assomigliare ad una patologia articolare, non si tratta di artrite e non causa deformità delle strutture articolari. La fibromialgia è una forma di reumatismo extra-articolare o dei tessuti molli.

La sindrome fibromialgica è difficile da identificare in laboratorio, infatti, la diagnosi dipende principalmente dai sintomi riferiti dai pazienti.

Tuttavia attraverso gli studi sono state stabilite le linee guida per la diagnosi.

Questi studi hanno dimostrato che certi sintomi, come il dolore muscoloscheletrico diffuso, e la presenza di specifiche aree algogene identificate tramite digitopressione sono presenti nei pazienti affetti da sindrome fibromialgica e non comunemente nelle persone sane o in pazienti affetti da altre patologie reumatiche dolorose.

Cosa dice la medicina?

“La fibromialgia è la seconda forma di reumatismo più comune ed è una condizione molto frequente negli ambulatori di medicina generale e di reumatologia, la sua prevalenza è compresa tra il 2-3% fino all’ 8%, l’incidenza è di circa 7-11 nuovi casi per anno su 1.000 persone”, afferma Carlo Salvarani, Professore Ordinario di Reumatologia all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia in un’intervista.

“L’impatto di questa malattia sulla qualità di vita del paziente è molto pesante dal momento che il sintomo principale che la caratterizza è il dolore, cronico e diffuso a tutto il corpo, associato a stanchezza, disturbo del sonno (sonno non ristoratore), problemi cognitivi (di attenzione e memoria), psichici (in particolare depressione) e ad un ampio spettro di sintomi somatici e neurovegetativi”.

 

Lo studio condotto in Israele “Il consumo di cannabis tra i pazienti fibromialgici”

Il team del Laniado Hospital and Rheumatology Clinic del Nazareth Hospital and Faculty of Medicine, ha inviato un questionario a tre grandi gruppi Facebook di fibromialgia.

Il questionario, anonimo, includeva domande demografiche, cliniche relative all’utilizzo della cannabis, inclusa l'acquisizione di una licenza per l’utilizzo della cannabis medica (come previsto dalla legge israeliana), la quantità di consumo di cannabis, la necessità di comprare cannabis oltre l'indennità medica, effetto su dolore, sonno, depressione e ansia, effetti avversi della cannabis, sentimenti di dipendenza dalla cannabis o da altre medicine, coinvolgimento dei membri della famiglia, tendenza a guidare dopo aver usato la cannabis; e occupazione e disabilità sociale.

I risultati del questionario

Di 2.705 persone, 383 (14%) hanno risposto al questionario, con un'età media di 42,2. Tra gli intervistati, l'84% ha riferito di consumare cannabis e il 44% ha ricevuto una licenza per l’utilizzo.

La quantità media al mese di cannabis consumata è compresa tra i 16 ed i 31 grammi, e l'80% dei consumatori di cannabis fumava cannabis pura o cannabis mescolata con tabacco.

Il sollievo dal dolore è stato riportato dal 94% degli intervistati, mentre il 93% ha riportato un miglioramento della qualità del sonno, l'87% ha riportato un miglioramento della depressione e il 62% ha riportato un miglioramento dell'ansia.

Il 55% degli intervistati ha comprato cannabis oltre la franchigia medica sul mercato nero. Gli effetti avversi sono stati riportati dal 12%, mentre solo l'8% ha segnalato dipendenza dalla cannabis.

La maggior parte degli intervistati, il 64%, ha lavorato a tempo pieno o parziale e il 74% ha riferito di guidare "come al solito" con l'uso di cannabis.

Le conclusioni a cui è giunto il team è che “quasi tutti hanno riportato effetti favorevoli su dolore e sonno, e pochi hanno riportato effetti avversi o sensazione di dipendenza dalla cannabis”.

 

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