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L’industria della canapa: per un futuro più green

Scritto da Cecilia Nastasi | 7 gennaio 2020

L’Italia è stata, nei primi anni del XX Secolo e sino al 1939, il Paese leader nella coltivazione e nella produzione di tessuti a base di Canapa.

Da secoli questa pianta è apprezzata per la sua resa, versatilità e resistenza; ciò che ha frenato la sua diffusione e il suo impiego dell’industria, sono stati il proibizionismo degli Anni ‘50 - che l’ha condannata come “droga” - e le fasi di raccolta e raffinazione della fibra tessile, un tempo eseguite manualmente e con sforzi e tempi maggiori di quanto avvenisse col cotone.

Eppure, con le moderne tecnologie, un utilizzo su larga scala della canapa nell’industria è possibile e anche auspicabile: molte aziende si stanno interessando a questo prodotto e anche a livello di normativa europea si stanno facendo molti passi avanti per legittimarne e regolarne l’uso.

Ma quali sono i benefici della coltivazione della canapa? In quali settori può essere impiegata?

L’utilizzo industriale della canapa offre molti vantaggi dal punto di vista economico e altrettanti benefici dal punto di vista ambientale. Questa pianta si presenta come una delle principali risorse per combattere i cambiamenti climatici, l’eccessiva produzione delle plastiche e il monopolio energetico dei combustibili fossili, così dannosi per il nostro pianeta.

L’industria della cannabis dimostra di essere anche altamente sostenibile e, soprattutto, a basso impatto ambientale. Vediamo nel dettaglio i settori in cui si suddivide.

 

La coltivazione della canapa

La coltivazione della canapa ha origini millenarie. I cinesi la impiegavano per produrre carta e cordame, i fenici per tessere le vele delle loro veloci navi.

In Italia, come si è anticipato, si era creata una proficua filiera che dalle piante giungeva sino alla fibra tessile e alla creazione di resistenti e versatili tessuti. L’arrivo e la diffusione del cotone ha posto fine a questo fiorente settore, insieme alla messa al bando della marijuana.

Al giorno d’oggi si sta cercando di recuperare le antiche conoscenze di lavorazione, applicandovi tecnologie altamente innovative per abbattere i costi e ottimizzare la produzione. Nel bergamasco, per esempio, la crescita e la maturazione delle piante è monitorata da speciali sensori “hi-tech”.

La canapa è molto versatile e ogni sua parte può essere utilizzata in diversi processi industriali.

La sua resistenza le permette di adattarsi al clima di diverse latitudini e a richiedere un’esigua quantità di fertilizzanti e pesticidi per crescere. Ha inoltre un’ingente resa produttiva in massa vegetale: si eleva anche per 4 metri di altezza e le piante possono crescere velocemente anche con pochissimo spazio l’una dall’altra.

Questa inusuale “densità” dei coltivi impedisce la nascita di erbacce e piante infestanti, sanificando il terreno. Le radici della canapa poi, riescono ad assorbire i metalli pesanti che inquinano i campi (come il mercurio) sino a 4 metri di profondità.

 

 

Tessuti di canapa

L’elaborazione di nuovi macchinari ha permesso di creare tessuti a base di canapa, non più spessi e ruvidi, ma leggeri, fini e della stessa consistenza, al tatto, del lino. L’Europa, negli ultimi anni, sta cercando di colmare il gap che la separa dalla Cina, la quale, approfittando dell’abbandono della canapa da parte dell’Occidente, ne è diventata il principale produttore.

Nella moda questa fibra biodegradabile si sta diffondendo velocemente, a beneficio dei produttori di canapa e dell’ambiente. Rispetto al cotone, infatti, questa pianta necessita di molta meno acqua e pesticidi. Giorgio Armani si è dimostrato essere assai lungimirante, rispetto ai suoi colleghi, dal momento che già nel 2000, aveva lanciato una linea di jeans di canapa.

 

La canapa in edilizia

In edilizia, la canapa si sta rivelando avere molteplici possibilità di impiego e una grande sostenibilità. Si può utilizzare per fabbricare mattoni, tavole, al posto del cemento oppure, soprattutto, come materiale isolante. Le “eco-case” rivestite di canapa, infatti, restano fresche d’estate - scoraggiando così l’uso inquinante dell’aria condizionata - e molto calde d’inverno, limitando di molto l’impiego di sistemi di riscaldamento. I vantaggi sono evidenti: sia per l’ambiente, che per le nostre tasche!

Per pubblicizzare l’uso della canapa nell’edilizia e sensibilizzare l’opinione pubblica, la European Industrial Hemp Association (EIHA) sta progettando di costruire l’intero villaggio olimpico delle Olimpiadi di Parigi 2024 esclusivamente con materiali derivati da questa portentosa pianta.

 

La plastica organica a base di canapa

Nei primi anni del XX Secolo, Henry Ford, imprenditore e gigante dell’industria automobilistica, ha stupito il mondo intero con una strepitosa quanto incompresa invenzione: la Ford Cannabis, una macchina costruita esclusivamente in plastica di canapa (persino i finestrini) e funzionante con etanolo di cannabis. Era il 1937. La guerra e la successiva morte di Ford hanno sancito la fine per questo prototipo che ancora oggi farebbe paura alle grandi industrie dell’auto e alle compagnie petrolifere per la sua indiscutibile modernità.

Senza ambire a tanto, la canapa può essere attualmente impiegata per la produzione di bioplastiche. Adatte alla creazione di imballaggi e contenitori biodegradabili.

 

Carta di canapa

Non è una novità che si possa usare la canapa per la produzione di carta: infatti essa contiene al suo interno una cospicua percentuale di cellulosa e il suo impiego potrebbe salvare moltissimi alberi dall’abbattimento. La carta derivata dalle fibre di canapa risulta essere molto resistente e di altissima qualità.

Può essere interessante sapere che il primo libro a stampa della storia, la Bibbia di Gutenberg, era formato da fogli di canapa!

Le componenti necessarie per la produzione della carta sono la parte legnosa (canapolo) e la stoppa della pianta, la stessa da cui, in contemporanea, si possono ricavare la fibra per l’industria tessile e l’olio e i semi per quella alimentare. È evidente quanto questo possa essere vantaggioso per l’ambiente.

In conclusione, si è visto come la canapa, se valorizzata, potrà contribuire alla messa a punto di un’industria sostenibile e dal basso impatto ambientale con benefiche ripercussioni sull’economia mondiale e sul benessere di ogni individuo. Un tesoro che gli antichi già conoscevano e sfruttavano e di cui noi dobbiamo tornare padroni e fruitori. Con l’aiuto della tecnologia, l’intraprendenza imprenditoriale e la corretta informazione si possono sfatare tutti i pregiudizi che riguardano questa pianta e costruire un mondo migliore, più pulito e sostenibile.