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CBD e sonno: un parere medico

    INDICE

Per approfondire il tema CBD e sonno, abbiamo intervistato il dottor Lorenzo Calvi, un medico chirurgo specializzato in anestesia, rianimazione, terapia del dolore e farmacologia. Il dottor Calvi è un esperto nel campo dei cannabinoidi e della loro applicazione nel trattamento dei disturbi del sonno. Grazie alla sua vasta esperienza e competenza, ci ha guidati attraverso il ruolo che i cannabinoidi svolgono nel ripristino del ciclo sonno veglia.

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Insonnia e disturbi del sonno: una breve panoramica

Insonnia e disturbi del sonno rappresentano un problema diffuso che coinvolge un numero importante di persone in Italia. Secondo le recenti statistiche, ben dodici milioni di italiani soffrono di insonnia e disturbi del sonno. Questa problematica non è limitata al solo contesto italiano, riguarda circa due persone su tre a livello mondiale.

I disturbi del sonno hanno un impatto significativo su:

  • la vita quotidiana
  • la produttività
  • la concentrazione
  • l'umore
  • la salute complessiva di un individuo

Ecco perchè fondamentale affrontare questa problematica e prendere sul serio quella che viene chiamata igiene del sonno, ovvero un insieme di accortezze che possono essere utili a migliorare la propria routine notturna.

Quanto è importante una buona qualità del sonno?

Il dottor Calvi ha iniziato il suo intervento sottolineando l'importanza del sonno per il benessere generale del corpo. Durante il sonno, il corpo si rigenera e si ripristina, consentendo la riduzione dell'attività cerebrale e il raggiungimento di uno stato di rilassamento profondo.

Tutte le fasi del sonno, comprese quelle in cui sogniamo e quelle più avanzate, consentono al corpo di occuparsi di processi vitali come il recupero delle energie, la riparazione muscolare, la digestione e l'ottimizzazione del sistema immunitario ed endocrino.

Il  sonno non è un processo lineare, ma è composto da diverse fasi concatenate. Alcune persone possono sperimentare problemi in una o più di queste fasi, ma la maggior parte delle persone che soffre di disturbi del sonno si confronta con:

  • frequente difficoltà ad addormentarsi
  • risvegli frequenti durante la notte
  • una sensazione di stanchezza persistente durante il giorno successivo
  • un' alterazione significativa del ritmo sonno veglia

Per agire sui problemi de sonno è importante prendere in considerazione le singole caratteristiche fisiologiche di ciascun individuo, tenere conto del suo stile di vita e personalizzare l'approccio al disturbo del sonno.

In che modo il CBD favorisce il sonno?

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Parlando di cannabinoidi e di CBD per dormire, il dottor Calvi ci ha spiegato che i cannabinoidi interagiscono con il nostro sistema endocannabinoide, che regola diverse funzioni del corpo umano. Grazie a questa interazione, il CBD può aiutare a migliorare la qualità del sonno, rispettando secondo lui i principi della farmacologia occidentale, pur non essendo un farmaco.

Ma come funziona esattamente?

Il sistema endocannabinoide recepisce un segnale esterno, in questo caso il segnale fornito dal CBD, e si modula di conseguenza. Insomma, è come se al sistema fosse data una piccola spintarella.

Il Dr Calvi racconta che i pazienti che iniziano ad assumere CBD o altri cannabinoidi per supportare il corpo in presenza di altre problematiche, come ad esempio il dolore cronico, comunicano immediatamente un effetto positivo sulla qualità del sonno. Addirittura, i pazienti avvertono la sensazione di aver dormito profondamente con quando erano bambini.

La prima reazione del sistema endocannabinoide al segnale del CBD quindi, è quella di riequilibrare quasi istantaneamente il ciclo sonno veglia.

Come agisce il CBD sul sonno?

Il Dr Calvi ci ha spiegato che il cannabidiolo agisce su diversi sistemi del nostro organismo, quelli più sensibili al suo segnale sono il sistema nervoso centrale e periferico e il sistema immunitario. Il sistema nervoso centrale è proprio quello che ci permette l'addormentamento, quindi in questo caso c'è un'azione diretta.

Inoltre, il CBD ammorbidisce e rilassa i muscoli. il dottore fa notare che questa caratteristica si può osservare nella sua azione sulle contratture contratture muscolari. Il CBD aiuta a favorire un rapido scioglimento dei muscoli, come fosse un miorilassante, eppure non è un farmaco.

Questi due elementi, azione sul sistema nervoso e sul sistema muscolare, formano la combinazione perfetta per rilassare il corpo al punto da far scivolare morbidamente nel sonno.

Qual è il farmaco più potente per dormire?

Combinato a una buona igiene del sonno, il Dr Calvi considera il CBD uno dei migliori NON farmaci per dormire. Il CBD è uno strumento naturale che può davvero aiutare a migliorare il sonno sul lungo termine, fornendo al nostro corpo un messaggio naturale, flessibile e istantaneo.

La sua forza è mantenersi sempre innocuo per il nostro corpo e lasciarlo identico a prima dell'utilizzo, senza alterarne le funzioni o i meccanismi chimici, come invece può accadere con alcuni farmaci che si usano per dormire.

Il CBD agisce sul sistema gabaergico proprio come accade con le benzodiazepine, ma a differenza di queste ultime, non provoca alcuna alterazione chimica e fa in modo di stimolarlo, favorendo l'addormentamento.

Nonostante il CBD migliori la qualità del sonno, non ha mai un effetto stordente, proprio per la sua azione morbida, flessibile a e naturale.

La soluzione ideale sta nell'esatto dosaggio per la persona che ha una sua storia, stile di vita, esigenze e problematiche specifiche.

Il modo migliore per utilizzare il CBD per migliorare la qualità del sonno, è assumerlo prima di andare a letto. In questo modo, il corpo riceverà un segnale preciso: un certo dosaggio, a una certa ora.

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Quali sono le regole per una buona igiene del sonno secondo un esperto

Il Dr Calvi crede che una buona igiene del sonno combinata a un uso del cannabinoide, possa davvero aiutare a cambiare le cose.

Ecco alcuni accorgimenti utili:

  • Andare a letto tutti i giorni alla stessa ora
  • Svegliarsi tutti i giorni alla stessa ora
  • Curare l'alimentazione evitando al nostro corpo digestioni lente e complesse
  • Controllare il sistema endocrino con delle analisi specifiche
  • Se si è in presenza di un dolore cronico, affrontarlo tempestivamente
  • Cercare di avere una consulenza integrata per comprendere la radice del problema del sonno

Purtroppo non tutti possono davvero permettersi una buona igiene del sonno. Pensate al problema del sonno del lavoratore.. Ci sono tantissime categorie, che non hanno la possibilità di riposare 48 ore dopo un turno di notte. Sul lungo termine, questo problema porta a un forte scompenso del ciclo sonno-veglia.

Esistono momenti complicati della vita, periodi di forte stress o momenti in cui un'altra patologia indebolisce il nostro corpo e il ciclo sonno-veglia ne paga e spese.

In tutti questi momenti, il CBD potrebbe essere un buon alleato naturale. Durante l'intervista che era una diretta online, qualcuno ha nei commenti ha raccontato di lavorare su turni e di soffrire anche di psoriasi cutanea.

Il dottore ha sottolineato che la mancanza di sonno indebolisce prima di tutto il sistema immunitario, che esprime il suo stress attraverso altre altre problematiche, per esempio della pelle. In questo caso il CBD sarebbe utilissimo perchè agirebbe sia compensando il sonno che rimodulando il sistema immunitario, di conseguenza anche la pelle affetta da psoriasi ne trarrebbe giovamento.

Concludendo, l'intervista con il dottor Calvi, che ringraziamo ancora tanto, ci è molto utile per capire che il CBD è un reale strumento di supporto per il sonno una delle funzioni più importanti del nostro corpo, della quale dobbiamo, per quanto possibile prenderci cura.

Chi è il dottor Calvi?

Il dottor Calvi è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Anestesia, Rianimazione & Terapia Antalgica.

Da anni si occupa di studi relativi alla pianta di Cannabis Sativa L. e, attualmente, si occupa in collaborazione con l’Università degli Studi di Pavia del progetto di reintroduzione della Cannabis Sativa nella Farmacopea Italiana. Collabora come ricercatore con il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università degli Studi di Milano, coinvolto con progetti sulla identificazione chimica della Cannabis come farmaco.

Vuoi vedere l'intervista? Eccola qui

 

 

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