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Il CBG potenziale trattamento per la neuroinfiammazione?

    INDICE

Quando parliamo di Cannabis, concentriamo le nostre attenzioni sul THC ed il CBD, tuttavia non dobbiamo dimenticare la presenza oltre cento molecole, ognuna di esse con delle caratteristiche specifiche.

Parliamo del CBG, il Cannabigerolo, una molecola che sta dimostrando un interessante potenziale terapeutico. In questo articolo ci occuperemo del CBG come potenziale trattamento contro la neuroinfiammazione.

Cose è il CBG?

Il cannabigerolo, noto come CBG, è un fitocannabinoide, che a differenza del THC, e così come il CBD non è psicotropo. Il CBG è stato scoperto per la prima volta nel 1964 dallo scienziato Yehiel Gaoni ed è composto di acido cannabigerolico (CBGA), uno dei primi cannabinoidi che si formano nella pianta di cannabis.

Gaoni parla di un composto terpenofenolico, così come altri presenti nella cannabis, e può essere suddiviso in tre diverse molecole che a loro volta presentano diverse proprietà chimiche che hanno applicazione in ambito terapeutico e farmaceutico.

Infatti durante la fase di maturazione della pianta di cannabis, alcuni enzimi agiscono trasformando il CBGA in una varietà di cannabinoidi acidi, quali THCA, CBDA, e CBCA.

Il CBG è ritenuto un antagonista del recettore CB1 del sistema endocannabinoide Cosa significa? Significa che può inibire gli effetti degli agonisti del CB1, in maniera particolare del THC, e dunque interferire con gli effetti di altri cannabinoidi.

Cosa è la Neuroinfiammazione?

La neuroinfiammazione è un processo infiammatorio “citochina-mediato” che può essere provocato da un danno tissutale sistemico ma che è più spesso associato ad un danno diretto a carico del sistema nervoso centrale.

 

Il Potenziale Terapeutico del CBG

Nel 2015, i ricercatori del dipartimento di Biochimica e Biologia molecolare dell'Università complutense di Madrid, hanno evidenziato le proprietà neuroprotettive del CBG.

I ricercatori hanno usato due differenti modelli in vivo della malattia di Huntington nei topi, caratterizzata da un progressivo collasso delle cellule nervose nel cervello. Lo studio ha scoperto che il CBG era molto attivo come neuroprotettore, apportando migliorie nei deficit motori e nello stesso tempo proteggendo i neuroni.

 

Il CBG e la Neuroinfiammazione

La ricerca pubblicata su PubMed lo scorso giugno ha indagato il ruolo del CBG nella neurodegenerazione, alimentata principalmente da infiammazione e stress ossidativo.

“È interessante notare – si legge nello studio –  che diversi composti naturali possono essere in grado di esercitare azioni neuroprotettive contro l'infiammazione e lo stress ossidativo, proteggendo dalla perdita di cellule neuronali”.

Tra queste fonti naturali, è citata la Cannabis ed il cannabigerolo (CBG), le cui proprietà antiossidanti sono già state dimostrate nei macrofagi. I macrofagi sono cellule che appartengono al sistema dei fagociti. La loro funzione principale è quella di inglobare nel loro citoplasma particelle estranee, compresi i microrganismi, e di distruggerle.

Nella ricerca l’obiettivo è stato quello di valutare la capacità del CBG di proteggere i “motoneuroni NSC-34 dalla tossicità indotta dal mezzo dei macrofagi RAW 264.7 stimolati con LPS”.

“Usando il dosaggio MTT, abbiamo osservato che il pre-trattamento CBG era in grado di ridurre la perdita di vitalità cellulare indotta dal mezzo di macrofagi stimolati con LPS nelle cellule NSC-34”.

Il pre-trattamento CBG ha neutralizzato non solo l'infiammazione ma anche stress ossidativo in “NSC-34 trattate con il terreno di RAW 264.7 stimolato con LPS. Infatti, l'immunocitochimica ha dimostrato che il pre-trattamento con CBG riduceva i livelli di nitrotirosina, SOD1 e iNOS e ripristinava i livelli di Nrf-2”.

In conclusione questi risultati hanno indicato gli effetti neuroprotettivi del CBG, che potrebbero essere un potenziale trattamento contro la neuroinfiammazione e lo stress ossidativo.

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