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Il cbd per affrontare l’Epilessia idiopatica in cani e gatti

L’epilessia idiopatica comporta episodi spiacevoli (e rischiosi) per i nostri animali domestici. Il cannabidiolo si sta rivelando sempre più un efficace alleato per combatterne i sintomi.

Che cos’è epilessia idiopatica

Una malattia idiopatica è una patologia non dovuta a cause esterne conosciuste, come se fosse stata provocata senza alcuna causa. Anche l’epilessia può essere idiopatica, nel momento in cui gli esami diagnostici e la storia clinica della persona che ne è colpita non diano alcun indizio per capire l’origine delle crisi epilettiche.
Queste forme di epilessia possono colpire anche i nostri animali domestici, cani e gatti. 

Le crisi epilettiche di cui possono soffrire cani e gatti si manifestano in episodi improvvisi, dalla breve durata (qualche minuto), in cui l’animale perde la coscienza e la capacità di mantenersi eretto o in equilibrio. Si manifestano contrazioni degli arti, perdita di fluidi e abbondante salivazione.

L’epilessia idiopatica è la causa più frequente di crisi convulsive nel cane. In genere è più frequente nei cani giovani, tra i 6 mesi e i 6 anni d'età, e incide maggiormente su alcune particolari razze, come il Border Collie o il Golden Retriever.

I gatti, invece, ne sono colpiti più raramente. I sintomi sono comuni sia ai gatti che ai cani ma, a differire, sono i comportamenti che precedono la crisi. Nel caso del cane, infatti, la crisi epilettica può essere preceduta da un comportamento agitato o, in ogni caso, anomalo; mentre nel gatto non vi è alcun segno che faccia presagire l’inizio della crisi. 



Dati sul numero di animali colpiti. I classici percorsi terapeutici

Nei cani, l’epilessia ha un’incidenza sul numero complessivo di esemplari, compresa tra lo 0,5% e il 5,7%, con significative differenze tra razze, come ricordato poco sopra.

Nei gatti, i numeri sull’incidenza dell’epilessia - con particolare riferimento a quella idiopatica - sono ancora discussi. Non esiste una cura per l’epilessia idiopatica.

Ci sono, però, farmaci anticonvulsivanti che aiutano a ridurre la frequenza e la gravità delle crisi dell’animale. Possono essere necessarie diverse prove prima di trovare un farmaco che adatto ed efficace.

Una volta individuato, può ridurre significativamente la frequenza delle crisi. In genere si ricorre ai farmaci anticonvulsivanti quando il cane o il fatto hanno avuto più di due crisi in un periodo di otto settimane oppure quando le crisi hanno durata superiore ai cinque minuti. 

In genere vengono impiegati farmaci come il fenobarbitale, il bromuro di potassio (KBr), lo zonisamide e il levetiracetam. Ognuno di questi farmaci, però, presenta vari effetti collaterali e il loro impiego deve essere il frutto di una scelta concordata con il veterinario di fiducia.

 

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CBD e le sue proprietà in veterinaria

C’è molta attenzione nella comunità scientifica e nell’opinione pubblica rispetto ai progressi e alle prospettive terapeutiche indagate dalla ricerca sugli effetti della cannabis a uso medico e dei fitocannabinoidi.

Un campo di grande interesse è l’utilizzo del cannabidiolo (CBD) nel trattamento - negli esseri umani - di forme di epilessia farmaco-resistente, ovvero la resistenza ai farmaci o la riduzione di efficacia del farmaco nel trattamento della malattia.

In parallelo, anche il mondo della veterinaria ha abbracciato il cannabidiolo come potenziale sostanza da affiancare alle terapie convenzionali. I prodotti a base di CBD si sono rivelati un valido aiuto per diverse patologie. Il CBD permette una diminuzione dell'utilizzo di antinfiammatori (FANS e cortisone) che alla lunga possono creare problemi all'animale.

Molte volte gli animali riescono addirittura a non dover ricorrere più a questo tipo di farmaci. Altre patologie in cui si è visto un ottimo risultato sono in diverse patologie comportamentali, in certe forme tumorali, nei casi di ansia,e nell'epilessia.



CBD ed epilessia negli animali

Il sistema endocannabinoide gioca un ruolo di protezione verso i fenomeni convulsivi riducendo la frequenza degli attacchi eplettici. Gli animali vertebrati hanno un sistema endocannabinoide esattamente come quello degli esseri umani, il quale agisce su una vasta gamma di processi biologici.

I prodotti derivati dalla cannabis che sono stati finora proposti come agenti terapeutici per l'uso negli animali sembrano avere promesse terapeutiche in aree come il trattamento dell'epilessia e la gestione del dolore e dell'infiammazione associata all'osteoartrite. Al momento, però, le prove scientifiche disponibili relative al loro uso negli animali sono attualmente limitate. Una parte dell’attuale conoscenza è correlata a rapporti aneddotici o a casi clinici oppure, è stato ricavato da studi relativi all'uso nell'uomo, inclusi quelli che hanno impiegato modelli animali. 

La ricerca scientifica, pur muovendo i primi passi in questa direzione, sta già portando risultati confortanti.

È del marzo 2019 uno studio che ha riscontrato come, con il cannabidiolo (CBD), gli episodi di epilessia nei cani presi in esame si fossero ridotti dell’89%. La ricerca si è svolta dal 2016 al 2017 e i risultati sono pubblicati nel numero del 1° giugno del Journal of the American Veterinary Medical Association.

Era importante, secondo gli autori, indagare l’efficacia del CBD proprio sull'epilessia idiopatica: la più comune condizione neurologica canina. I cani utilizzati nello studio clinico sono stati assegnati casualmente al gruppo che assumeva cannabidiolo o a quello che assumeva il placebo. Quelli del gruppo di trattamento hanno ricevuto olio CBD per 12 settimane.

A tutti i cani sono stati somministrati comunque i farmaci anticonvulsivi standard, incluso il fenobarbitale e il bromuro di potassio. I proprietari dei cani e il personale medico non sapevano se l'animale aveva ricevuto il CBD o un placebo fino al completamento dello studio.

Il prodotto contenente cannabidiolo (CBD) usato nello studio era derivato da una pianta di canapa, che ha lo 0.3 per cento o meno della componente psicoattiva della cannabis, il THC.

I risultati evidenziano senza ombra di dubbio l'effetto dell'olio del CBD sulla riduzione delle crisi epilettiche. Oltre alla netta riduzione delle crisi nel gruppo di cani che hanno ricevuto l'olio di CBD, gli autori dello studio hanno visto una significativa associazione tra il grado di riduzione delle crisi e la quantità di concentrazione di CBD nel sangue del cane.

Questo risultato ha portato il neurologo a regolare la dose di olio CBD per i cani in uno studio clinico in corso, che è stato lanciato nel gennaio 2018 e farà nuova luce sulle possibilità del cannabidiolo per intervenire sulla salute dei nostri amici a quattro zampe. 



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