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Epilessia farmaco – resistente: il CBD (Cannabidiolo) dimezza le crisi

Scritto da STAFF ENECTA | 24 aprile 2018

 

 

Il cannabidiolo in forma farmaceutica sembra ridurre la frequenza delle crisi epilettiche resistenti ai farmaci, specialmente nei bambini. Questo quanto emerge da una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry.
 
Premessa

“Attualmente la ricerca supporta l’uso del cannabidiolo (CBD) come terapia aggiuntiva a quella standard in bambini e giovani con forme rare di epilessia, come la sindrome di Lennox-Gastaut e Dravet, che non rispondono ai trattamenti tradizionali – spiega Emily Stockings del National Drug and Alcohol Research Center, UNSW Sydney, in Australia – Dal momento che nessuno studio ha mai usato il CBD da solo, non sappiamo ancora se il trattamento sia o meno efficace quando altri farmaci risultano inefficaci”.

I cannabinoidi sono stati proposti come trattamento aggiuntivo per l’epilessia e sono in corso numerosi studi clinici di fase 3 sull’utilizzo della molecola per le epilessie resistenti pediatriche e non. Diversi Paesi hanno approvato l’uso di cannabinoidi a scopo medicinale.
 
Lo Studio

Stockings e colleghi hanno valutato la sicurezza e l’efficacia dei cannabinoidi come trattamenti aggiuntivi per l’epilessia resistente ai farmaci in una revisione sistematica di sei studi randomizzati (555 pazienti) e 30 studi osservazionali (2865 pazienti).

In due studi randomizzati controllati (RCT), i pazienti che assumevano cannabidiolo rispetto a chi assumeva placebo aveva il 74% in più di probabilità di vedere dimezzate le crisi epilettiche, dopo 8 somministrazioni.
n 17 studi osservazionali, il 48,5% dei pazienti ha raggiunto una riduzione del 50% o più elevata del numero di crisi.

La probabilità di una riduzione del 50% o maggiore delle convulsioni era leggermente più elevata nel gruppo dove c’erano solo bambini (57,7%) rispetto ai gruppi misti adulti e bambini (36,2%).

Tra gli esiti secondari ci sono state evidenze che l’uso del cannabidiolo potrebbe aiutare a eliminare nuovi episodi di crisi convulsive, che è in grado di migliorare la qualità della vita del paziente se usato come coadiuvante del trattamento e che i pazienti che hanno ricevuto cannabidiolo avevano maggiori probabilità di sospendere il trattamento.

Le evidenze suggeriscono anche che i pazienti alla cui terapia si aggiunge cannabidiolo abbiano più probabilità di manifestare eventi avversi lievi o moderati, rispetto a quelli trattati con placebo.
 
CBD prodotto secondo linee guida e monitoraggio

“È importante notare che questo rapporto non fornisce prove a sostegno di tutte le forme di cannabis medicinale per tutti i tipi di convulsioni, in tutte le popolazioni – dice Stockings – ma un componente specifico, il Cbd, può aiutare a ridurre la frequenza delle crisi e a migliorare la qualità della vita per i giovani con forme rare e resistenti di epilessia, se usato in combinazione con farmaci standard. È anche importante considerare che è improbabile che il CBD aiuti a fermare completamente le crisi, e potrebbero  verificarsi alcuni effetti collaterali (come la sonnolenza)”.

Stockings ha sottolineato anche che: “In primo luogo, non sappiamo molto sull’efficacia a lungo termine e sulla sicurezza del CBD. La maggior parte degli studi è limitata a un periodo di trattamento di 14 settimane, quindi se i medici prescrivono il CBD per i loro pazienti, suggeriamo un attento monitoraggio e una revisione a 14 settimane per determinare se il paziente ha risposto e se eventuali effetti collaterali sono tollerabili. In secondo luogo, il CBD utilizzato negli studi nella nostra revisione era principalmente di formulazione farmaceutica; cioè, era stato prodotto in base a linee guida di produzione molto rigide con dosi standardizzate. Non possiamo dire se altre forme di cannabis medicinale, compresi i prodotti a base di erbe provenienti da fornitori di cannabis medicinali, o la cannabis ricreativa e gli estratti (come succhi, oli e tinture) siano efficaci per ridurre le crisi epilettiche”.
 

Fonte: J Neurol Neurosurg Psychiatry
di Will Boggs

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)