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Cristalli di CBD: la guida completa al cannabidiolo puro

Scritto da STAFF ENECTA | 22 febbraio 2019

Quali sono i loro benefici e le loro qualità? Come si possono assumere i cristalli di CBD? La guida di ENECTA ai cristalli di cannabidiolo.

Il cannabidiolo, o CBD, è sempre più al centro dell’interesse dei consumatori, dei medici e della comunità scientifica. Nell’articolo di oggi andremo a parlare della sua forma più pura disponibile in commercio, ovvero i cristalli.
Un vero e proprio concentrato di cannabidiolo estratto da Cannabis Sativa, alternativa al più classico olio di CBD.

In questo articolo andremo quindi ad approfondire diversi temi sui cristalli di cbd:

 

Che cosa sono i cristalli di cannabidiolo (CBD)?


La medicina e la farmacologia moderne compiono accuratissimi studi sulle molecole che compongono i farmaci o i prodotti per la cura della persona. Ad esempio, quello che conosciamo come un semplice farmaco ad azione analgesica e antipiretica, altro non è che acetaminofene o, usando un termine più noto, paracetamolo.

Le sostanze che, in minima parte, accompagnano la molecola pura che compone il prodotto, sono soggette a loro volta all'attenzione dei ricercatori, per prevenire qualsiasi inconveniente. Il principio alla base dell'estrazione dei cristalli di cannabidiolo è esattamente lo stesso: si tratta della molecola pura di CBD estratta tramite un processo rigoroso e controllato in ogni sua fase.


Come si ottengono i cristalli di CBD?


I cristalli sono un estratto puro del cannabidiolo (CBD) di oltre il 99% di purezza. Gli estratti di CBD subiscono varie fasi di trasformazione.


All'inizio viene ricavato un estratto grezzo dalla pianta di canapa. In questo estratto ci sono tanti componenti della pianta, il CBD e quantità minori di altri cannabinoidi, clorofilla, cera, terpeni e tutto ciò che si può estrarre dalla pianta lo troviamo nella prima fase di estrazione che ha l'aspetto di una melassa scura e che conserva al suo interno tutto lo spettro di molecole della pianta di canapa.


Partendo da questo primo estratto, si susseguono varie fasi di raffinazione, che conducono man mano a ottenere una sempre maggiore purezza nel prodotto finale. Quanto più andiamo a raffinare il prodotto e quanto più si focalizza l'attenzione solo su una molecola specifica, tanto più nell'estratto finale ritroviamo alte percentuali di CBD e una quantità decisamente inferiore di tutte le altre sostanze.


Una volta superata la soglia dell'80% di purezza del CBD all'interno dell'estratto, questo inizia a solidificare o, usando il termine specifico, a cristallizzare. Solo in questa fase si possono individuare i primi cristalli nell'estratto.


Il processo di raffinazione prosegue fino a eliminare tutto ciò che non sia cannabidiolo puro e ottenere un estratto finale puro al 99% e oltre: in pratica, con il cristallo abbiamo la molecola pura di cannabidiolo (CBD).

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Come si possono utilizzare i cristalli di cannabidiolo (CBD)?


Ci sono molte modalità per assumere il CBD e ognuna di esse conta svariati pregi. Tutto dipende dalla persona che ne vuole fare uso e dalle sue specifiche necessità. C’è chi preferirà vaporizzare i cristalli di CBD, chi avrà bisogno di un effetto immediato e li prenderà per via orale e chi, invece, vuole utilizzarli con una specifica finalità medica e terapeutica.


I cristalli di CBD rispondono alle esigenze di tutti e, a seconda del metodo di assunzione scelto, hanno un meccanismo e un tempo d’azione diversi.


I metodi di assunzione più comuni del cannabidiolo in cristalli puri sono:

  1. Tramite la vaporizzazione
  2. Per via sublinguale
  3. Per via orale all’interno di preparati
  4. Come ingrediente di creme o unguenti

 

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CBD e vaporizzatore. Come funziona la vaporizzazione del cannabidiolo?


Sul mercato si trovano in commercio diversi vaporizzatori che danno la possibilità di vaporizzare una sostanza senza mai giungere ad avviare il processo di combustione della stessa.

Quindi, al principio, si deve reperire o essere già in possesso di un vaporizzatore elettronico dove si può impostare una temperatura specifica e, a quel punto, il vaporizzatore si riscalda e riscalda anche la sostanza inserita al suo interno, vaporizzandola, per poi essere inalata.


Nel nostro caso specifico, i cristalli, quando giungono a 160/180 C°, assumono la consistenza di un olio. Arrivati a una certa temperatura, i cristalli di cannabidiolo (CBD) si sciolgono, un po' come i cristalli di zucchero esposti a un'elevata temperatura. Per via di questa "trasformazione" dei cristalli, bisogna sempre avere l'accortezza di utilizzare un vaporizzatore che sia fabbricato in modo tale da potere contenere oli.

La maggior parte dei vaporizzatori in commercio vengono di solito impiegati per l'inalazione di erbe aromatiche essicate e non sono concepiti per contenere un liquido come l'olio derivato dallo scioglimento dei cristalli di CBD.

Di conseguenza, i cristalli vanno utilizzati sempre e solo con un vaporizzatore che possa contenere anche liquidi, col fine di evitare che invada e sporchi tutta la superficie di un vaporizzatore non adatto a questo scopo.

Il metodo di assunzione tramite la vaporizzazione è quello più immediato, in quanto, assorbito dai polmoni, il principio attivo bypassa la digestione e viene assimilato in maniera istantanea.

È una delle modalità più indicate quando si desidera che il cannabidiolo (CBD) agisca in brevissimo tempo, come nel caso, ad esempio, di un dolore muscolare.

 

Assumere i cristalli di cannabidiolo (CBD) per via sublinguale


Si tratta di una delle maniere più "rapide" per assumere i cristalli di cannabidiolo. È uno dei metodi usati comunemente per ingerire l'olio di CBD ma si può ricorrere a questo stratagemma anche con i cristalli. Si prende la giusta quantità di cristalli e si posizionano sotto alla lingua.

A quel punto tutto ciò che bisogna fare è aspettare che i cristalli si sciolgano lentamente all'interno della nostra bocca, fino a quando si deglutisce.

Tutto ciò accade in circa 60 secondi. I cristalli sono del tutto insapori e inodori, di conseguenza non si percepisce la loro presenza.

Il cannabidiolo, a contatto con i tessuti del muscolo della lingua o della cavità orale e i capillari, entrerà quasi immediatamente in circolo nel nostro organismo, permettendo al cannabidiolo di manifestare i suoi benefici in un lasso di tempo molto ridotto.

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Per via orale, come ingrediente di alcuni preparati commestibili (come tisane e cibi)


Tra le persone che usano la cannabis con finalità terapeutiche, alcune preferiscono assumere il cannabidiolo (CBD) integrandolo nei cibi o nelle bevande.

In generale bisogna considerare che il CBD contenuto nei cristalli o negli oli estratti dalla canapa non è idrosolubile ma, bensì, è liposolubile: ha la possibilità di sciogliersi in solventi grassi. In preparazioni a base d'acqua, la molecola di cannabidiolo non si dissolve e rimane separata dal resto della preparazione.

Utilizzando, invece, sostanze grasse, che siano olio, burro o latte, in esse il cannabidiolo si scioglie non appena si innalza la temperatura del composto.
Il CBD si scioglie e può essere così assunto anche con questo metodo.

In questo caso, però, è necessario prestare attenzione al tempo e alla temperatura a cui viene esposto un composto a base, ad esempio, di burro, farina, zucchero, latte e cannabidiolo.

Nella preparazione, in genere, si aggiunge il cannabidiolo (CBD) al burro e lo si riscalda fino a farlo sciogliere. I cristalli di cannabidiolo si sciolgono di conseguenza insieme al burro. A quel punto avremo ottenuto un burro al CBD e con esso prosegue nella preparazione.

Nel caso in cui un preparato commestibile con CBD venga cotto al forno e quindi reso soggetto alle alte temperature, bisogna considerare che c'è la possibilità che una parte delle sostanze che costituiscono la preparazione vada a evaporare.

Tuttavia, se i cristalli di cannabidiolo sono già stati amalgamati a una sostanza grassa, il processo di vaporizzazione avviene in maniera molto più lenta e graduale.

Di conseguenza, nel corso di una eventuale cottura, solo una minima parte di ciò che erano i cristalli di cannabidiolo risulta essere evaporata. L'importante è mantenere la temperatura di cottura non oltre i 180 C°.

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Come ingrediente di creme e unguenti per la salute e il benessere del corpo

La pianta di cannabis viene sempre più utilizzata in cosmetica e si possono trovare centinaia di esempi in rete di creme, balsami e pomate dopo sole che contengono cannabidiolo (CBD) o si basano sull'olio di cannabis. In molti di questi casi il cannabidiolo è utilizzato in maniera "soft": un olio full spectrum coadiuva l'azione delle altre sostanze nutritive del prodotto che scegliamo di "integrare".

Diverso è il caso di quelle persone che desiderano utilizzare il cannabidiolo a uso topico (sulla pelle) per cercare sollievo a fronte di particolari traumi o patologie.

È il caso, ad esempio, della psoriasi, a causa della quale un'infiammazione della pelle scatena una reazione che porta a una maturazione prematura delle cellule, che sfocia in seguito nelle lesioni caratteristiche della malattia. Il CBD applicato sulla pelle coinvolta, grazie alla sua azione antinfiammatoria, entra in gioco per regolare questa risposta dell'organismo.

Per situazioni come questa, in genere, si opta per un utilizzo dei cristalli di CBD - il puro cannabidiolo senza altre sostanze, quindi - che viene fatto sciogliere in una crema che viene, in seguito, applicata sulla zona di pelle interessata da un disturbo. Si tratta di un metodo d'utilizzo dei cristalli molto peculiare e mirato per mitigare sintomi ed effetti che emergono in specifiche condizioni.

Fumare, ingerire o inalare il cannabidiolo, infatti, non comporta alcun beneficio diretto per la nostra pelle. Se vogliamo far sì che il cannabidiolo agisca sul derma è necessario ricorrere a preparati a uso topico.

In particolare all'estero, emergono sempre nuovi usi dei cristalli di cannabidiolo molto simile a quello appena descritto.

È il caso, ad esempio, dei trattamenti per lo scrub della pelle del viso. Un prodotto per lo scrub, arricchito dal cannabidiolo, permette di mettere in gioco tutte le note proprietà antinfiammatorie del CBD, particolarmente utili e preziose quando si sceglie di detergere il proprio viso con un sapone granulare.

La "granulosità" di quei saponi, infatti, rappresenta un ostacolo per tutte quelle persone che hanno una pelle particolarmente delicata e sensibile.

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I vantaggi e differenze di consumo rispetto alle altre forme in cui è possibile trovare il cannabidiolo (CBD)


La ricerca scientifica evidenzia sempre più spesso come il cannabidiolo possa essere utilizzato con grande efficacia in molti ambiti.

C'è chi lo assume per mitigare uno stato di stress o di ansia o chi sfrutta le sue proprietà antinfiammatorie per prevenire l'emicrania.

Ci sono anche persone - e sono sempre più nel mondo - che scelgono, di comune accordo con il proprio medico, di inserire il cannabidiolo all'interno di una terapia rivolta a contrastare patologie anche gravi, come l'epilessia o il morbo di Parkinson. Si tratta di condizioni del tutto diverse e che necessitano la giusta disponibilità di prodotti al CBD adeguati a qualsiasi esigenza.

Da una parte c'è l'utilizzo di prodotti full spectrum, cioè che contengono la totalità delle componenti della pianta di canapa. Questi prodotti conservano l'intero fitocomplesso: l'insieme dei componenti chimici di una pianta. In certi casi specifici e su certe condizioni si può riscontrare una maggiore efficacia del CBD se associato con le altre sostanze che compongono la pianta.

L'approccio alla base dell'utilizzo dei cristalli di cannabidiolo è differente e, a suo modo, molto più mirato. È utilizzato per contrastare quelle patologie per cui è indicato l'uso medico del cannabidiolo (CBD) come parte integrante o sostanziale di una terapia specifica.


Con i cristalli di CBD si ha la sicurezza di assumere il principio attivo puro e si evita qualsiasi possibile altra interazione inscenata dalle altre componenti della pianta di canapa come, ad esempio, un altro cannabinoide oppure un terpene. L'utilizzo dei cristalli è sicuramente più mirato a differenza dei prodotti full spectrum, che viene impiegato per trattamenti ben più generali.

Uno dei vantaggi garantiti dal CBD sotto forma di cristalli puri è la possibilità di dosare con facilità la quantità esatta di principio attivo che si assume. Le confezioni di cristalli di CBD Enecta sono dotate sempre di un cucchiaino dosatore che presenta un indicatore di misurazione della quantità sulla sua superficie. In questo modo, i cristalli di CBD, possono essere dosati con precisione per avere la certezza di conoscere la quantità esatta di prodotto utilizzato.

I cristalli di CBD, inoltre, sono del tutto insapori e inodori e molte persone li preferiscono anche per questa specifica caratteristica. I cristalli possono essere sia assimilati in maniera diretta, per via orale, ma possono anche essere sciolti anche con diverse formulazioni. Non avendo sapore né odore può essere introdotto con facilità in altri eccipienti, le sostanze solide o liquide non attive da un punto di vista farmacologico in cui si scioglie una molecola - in questo caso il cannabidiolo - per somministrarla con più facilità.

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L’importanza fondamentale di utilizzare sempre cristalli di qualità

I cristalli di cannabidiolo (CBD) di Enecta vengono prodotti seguendo le regole del protocollo GMP, Good Manufactoring Practices, in italiano le Norme di Buona Fabbricazione (NBF). Si tratta di un protocollo contenente regole, indicazioni e linee guida a cui attenersi per garantire la qualità di un prodotto farmaceutico o di sostanze farmacologicamente attive.

Le regole contenute nei protocolli GMP tengono in considerazione qualsiasi aspetto della filiera produttiva, a partire dalla natura del prodotto, fino a considerare l'ambiente di produzione e l'idoneità del personale impiegato nel processo produttivo. L'adesione alle linee guida di questo protocollo certifica che l'intera filiera è monitorata in tutti i suoi passaggi. Ciò significa prestare una totale e scrupolosa attenzione sia alla materia "in entrata", la pianta, che a quella "in uscita": il prodotto finale.

Le piante di canapa impiegate per la produzione dei cristalli di CBD sono a loro volta certificate secondo i parametri GACP - Good Agricultural and Wild Collectrion Practices for Medicinal and Aromatic (Culinary) Plants. Con le norme contenute nei protocolli GACP si vogliono fornire le giuste indicazioni per il trattamento delle piante officinali oppure medicinali che saranno destinate alla produzione farmaceutica.

Le piante di canapa utilizzate da Enecta provengono da coltivazioni che seguono scrupolosamente i protocolli GACP. Le piante vengono raccolte nel campo rispettando il loro tempo naturale di maturazione e crescita. Una volta raccolta, la pianta viene sottoposta, in un tempo variabile tra le poche ore e la mezza giornata, all'immediata lavorazione o stabilizzazione.

Le normative GACP tengono conto di ogni minimo dettaglio e descrivono le pratiche da seguire anche durante il lavaggio o l'essicazione delle piante. Le norme GACP certificano, inoltre, che il prodotto è stato coltivato senza mai entrare in contatto con metalli pesanti o altri agenti inquinanti, sia in fase di semina, coltivazione e raccolta, che in fase di stoccaggio.

Una delle basi indicate dalle pratiche GMP è proprio quella di utilizzare solo materie prime monitorate e seguite secondo le indicazioni fornite dalle buone pratiche GACP.

La filiera di Enecta fin dall'inizio prevede la produzione del principio attivo cannabidiolo destinato all'utilizzo a livello farmaceutico. I cristalli di CBD Enecta sono ultra monitorati e corredati da un "pedigree" di analisi e test che possono informare in maniera esaustiva il cliente sul suo livello di purezza e sulla totale assenza di qualsiasi altra sostanza.

Spesso molte analisi si concentrano esclusivamente sull'individuare la percentuale di cannabidiolo (CBD) presente nel prodotto finale, trascurando del tutto la presenza di qualsiasi altra sostanza e senza indagare l'eventuale presenza di sostanze potenzialmente nocive.

Enecta compie, invece, test estesi a qualsiasi elemento presente nel prodotto finale che, per gli standard che vuole e deve rispettare, deve essere puro.

L'effettiva purezza del prodotto diventa un elemento a dir poco fondamentale nel momento in cui si procede a inserire il cannabidiolo (CBD) all'interno di una terapia medica specifica, senza che ci sia il rischio di riscontrare la presenza di altre molecole.